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Folle fuga in auto, Ugl critica la procura
Il sindacato di polizia contro la decisione di concedere i domiciliari ai tre arrestati: «Serve il pugno di ferro con chi delinque»
LIVORNO. «La polizia incrimina, la legge assolve. Mai più appropriato è il titolo di un film cult degli anni 70, ma la realtà, purtroppo, è proprio questa».
Comincia con queste parole un duro comunicato che la segreteria provinciale del sindacato Ugl ha inviato alla stampa. Il comunicato fa riferimento alla pericolosissima fuga in auto di tre ragazzi con precedenti specifici, che nella serata di venerdì, alla vista dell’auto della polizia in prossimità del ristorante Calafuria, sono fuggiti, prima speronando una volante e poi, dopo aver tentato di investire un agente, hanno attraversato mezza città a forte velocità, inseguiti dalle pattuglie a sirene spiegate, imboccando sensi vietati con il rischio di provocare incidenti e investimenti di ignari cittadini. Dopo l’arresto i tre sono stati trasferiti ai domiciliari. Ed è proprio su questo punto che affiorano i malumori del sindacato nei confronti della decisione della magistratura. «Ma il bello deve ancora venire- spiega il sindacato di polizia - con tutto quello che hanno combinato, il pm di turno decide che non è il caso di mandarli in carcere, ma comodamente a casa loro agli arresti domiciliari».
I tre, di origine nomade - racconta l’Ugl - dopo aver rubato una borsa da un’auto in sosta, e fuggiti a bordo di un’autovettura, sono stati intercettati da due volanti della Polizia. I malviventi speronano la prima ed investono il capo pattuglia della seconda che, solo grazie ai buoni riflessi, viene colpito di striscio, rimediando comunque una prognosi di 10 giorni. Inizia una folle ed incosciente fuga per tutto il centro cittadino, attraversando tutta la città per una strada trafficata del lungomare livornese. La velocità raggiunge punte di 160 km/h e l’inseguimento termina solamente quando il conducente dell’auto in fuga imbocca una strada senza uscita! Viene recuperata la refurtiva ed i tre occupanti dell’auto, arrestati dagli Agenti, risulteranno soggetti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.
La segreteria dell’Ugl si dice sconcertata dalla vicenda: «Lungi da voler criticare l’operato della locale magistratura - spiega ancora nella nota - esprime solidarietà ai colleghi coinvolti nell’episodio, ma rimane sconcertata nella interpretazione della procedura penale sempre più spesso a favore di chi infrange così palesemente la legge».
«Il sindacato - conclude - come già ribadito in varie occasioni, auspica che l’autorità giudiziaria usi il pugno di ferro con chi delinque e che fatti come quelli accaduti vengano puniti in maniera adeguata».
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