Gioco
Quel “ginepraio” cresciuto intorno a Magrignano
I riflettori pubblici sul mondo delle cooperative edilizie che hanno costruito tra Montenero, Coteto e, soprattutto, il Borgo di Magrignano si sono riaccesi tra gennaio e febbraio, quando a Salviano...
I riflettori pubblici sul mondo delle cooperative edilizie che hanno costruito tra Montenero, Coteto e, soprattutto, il Borgo di Magrignano si sono riaccesi tra gennaio e febbraio, quando a Salviano 2 decine di famiglie si sono rivolte al Tirreno denunciando di aver già pagato quasi per intero, negli anni, la loro casa, ma di stare per perderla. Questo perché le coop alle quali si erano rivolte (Uil Casa e Carducci) erano fallite prima di poter firmare il rogito.
Si è scoperto così che nell’estate dello scorso anno è stato chiesto il fallimento della Gsi, società amministrata da Paolo Paoli che aveva come soci due società fiduciarie che sarebbero riconducibili a Roberto Tognotti (l'imprenditore di Edilporto deceduto tre anni fa), Riccardo Luschi e Carlo Alessandrini. L'effetto domino è partito da lì: nel corso delle indagini, la stessa Procura ha chiesto il fallimento di altre coop guidate da Luschi o da Alessandrini (Carducci, Uil Casa, La collina di Montenero, più il consorzio Edil Casa Toscana e la società Roma), collegate da una lunga lista di debiti e crediti a Gsi. Gli inquirenti hanno ipotizzato l'esistenza di quello che è stato definito un gruppo di fatto di cooperative e società che non avrebbero agito - a loro dire - con lo scopo mutualistico che ci si aspetterebbe. Ovvero, in questo caso, tirare su case per i soci a prezzo conveniente rispetto a quello di mercato. Negli atti si parla, infatti, di confusione (o assenza) di bilanci, debiti verso l'erario, finanziamenti infruttiferi tra una coop e l'altra e anche di case destinate ai familiari.
Tutti aspetti poi finiti nell’inchiesta ribattezzata non a caso “Ginepraio” che a marzo ha portato a tre arresti: come confermato dai legali, è ancora ai domiciliari l’imprenditore Riccardo Luschi, mentre nel frattempo è stata rivista la posizione di Carlo Alessandrini, che ha ottenuto l’obbligo di dimora nel comune, e di Paolo Paoli, per il quale la misura è stata poco dopo revocata.
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