Gioco
Inchiesta sulle coop: all’asta cinque villette a Montenero
Livorno, il prezzo base varia da 378mila a 714mila euro: la prima vendita fissata per novembre. All'interno vivono anche i parenti degli indagati
LIVORNO. Tre livelli, piscina, giardino, in qualche caso anche l’ascensore interno. Vanno all’asta le villette di Montenero che qualche mese fa erano finite dentro la maxi inchiesta sulla rete delle cooperative livornesi che in passato hanno costruito anche nel Borgo di Magrignano.
In particolare all’asta ci sono finite alcune delle villette di via del Viperaio, passate alle cronache come le “villette dei parenti”, perché - secondo la Procura - costruite per essere in parte destinate alla cerchia familiare/affettiva di Carlo Alessandrini, Roberto Tognotti e Riccardo Luschi, al vertice delle coop edilizie finite sotto i riflettori. Gli immobili in questione erano di proprietà della coop La Collina di Montenero, dichiarata fallita nell’autunno dello scorso anno: in tutto cinque villette ai civici 13, 15, 13A, 15B e 19B.
Tutti gli atti relativi agli immobili (avvisi di vendita, perizie, planimetrie, foto) sono stati pubblicati sul sito astegiudiziarie.it: il curatore fallimentare è Simone Morfini, la prima procedura competitiva è già stata fissata per il 25 novembre. In altre parole i cinque lotti andranno al migliore offerente, secondo le procedure previste dalla legge, e i soldi ricavati dalle eventuali vendite entreranno nel patrimonio della cooperativa e saranno distribuiti secondo le procedure prevista dalla legge fallimentare.
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Per la prima villetta, disposta su tre livelli, il prezzo base di vendita è stato fissato in 714.000 euro. Per il secondo lotto (anche in questo caso una villetta unifamiliare su tre livelli) si parte invece da 644.000 euro. Il terzo immobile, una villetta bifamiliare, ha un prezzo base di 390.000 euro, il terzo (altra bifamiliare) di 378.000 euro. L’ultimo lotto, il quinto, parte da 380.000 euro.
Stando all’avviso del curatore fallimentare pubblicato sul sito delle aste giudiziarie, tre dei cinque immobili risultato liberi, mentre due “occupati senza titolo”. Da chi? Negli atti dell’inchiesta della Guardia di Finanza che a marzo era stata ribattezzata “Ginepraio”, e ancora prima nella sentenza di fallimento delle cooperative che ruotavano intorno alla Gsi e anche al Borgo di Magrignano, si parlava in questo caso di due parenti di Carlo Alessandrini, legale rappresentante della coop La collina di Montenero.
«Ma hanno tutta l’intenzione di lasciare quegli immobili, non ci sarebbe ragione per fare diversamente», chiarisce il legale Danilo Adoncecchi: «Se poi quel possesso costituisce un comportamento illecito al punto da configurare un reato come ritiene la Procura oppure non è così - sottolinea - lo vedremo, ma in ogni caso, fallita la cooperativa, quegli immobili sono destinati ad essere venduti dalla curatela».
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