Il Tirreno

Livorno

«Donare sangue? Sempre ma in maniera consapevole»

di Rosanna Harper
«Donare sangue? Sempre ma in maniera consapevole»

Il presidente di Avis Livorno lancia l’appello dopo il boom del post terremoto «Bisogna farlo con continuità e per tutti: occhio alle catene su Facebook»

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LIVORNO. Donare in maniera periodica, consapevole e informata, senza farsi travolgere dall’emotività indotta da situazioni emergenziali, come nel caso del terremoto, o da una errata interpretazione di contenuti diffusi sui social media, in particolare su Facebook.

È questo l’appello che l’Avis Livorno, lancia con forza ai livornesi, direttamente dalla voce del presidente Giovanni Belfiore, del suo vice Claudio Marmugi, di Luciano Franchi (vice presidente Avis Toscana) e di Rita Regoli che da 35 anni lavora nello staff dell’associazione. Sono tre anni che - spiega Belfiore - a livello locale e nazionale, c’è un calo nel numero delle donazioni. L’appello arriva dopo un mese di agosto, solitamente un periodo “difficile” per le donazioni, in cui si sono susseguiti episodi, come appunto il terremoto, che hanno portato le persone, spinte dal senso di solidarietà, “all’assalto” dei centri trasfusionali. Quest’anno a Livorno, nel mese di agosto si sono registrare 29 donazioni in più (per un totale di 856 donazioni) rispetto alle 827 del 2015.

«C’è stata una grande risposta - spiega Luciano Franchi - della popolazione toscana nei confronti delle emergenze, in particolare del terremoto. Una risposta emotiva eccezionale a cui, tuttavia, è necessario legare una riflessione: occorre prepararsi prima che si manifesti qualsiasi situazione emergenziale, ma anche costruire un sistema capace di dare risposte a chi, al di fuori delle emergenze, si trova in ospedale. Chiediamo alle persone di migliorare il dialogo con noi, affinché la donazione possa raggiungere massimi risultati».

IL TERREMOTO. Nei tre giorni seguenti il terremoto, a Livorno, spiega ancora Belfiore, ci sono state almeno 300 persone che hanno manifestato la volontà di donare, con 100 nuovi iscritti (che non hanno ancora donato, ma che sono state messi in agenda per donazione differita). «Le persone - continua il presidente dell’Avis di Livorno - devono avvicinarsi a una scelta di donazione fatta con consapevolezza, non spinti dall’emotività del momento. C’è bisogno di donazione periodica e consapevole: un minimo di 40 donazioni al giorno per avere scorte sufficienti. Essere donatore significa farlo sempre, non solo quando c'è una emergenza». Il sangue, ricorda Belfiore, ha inoltre una conservazione di 42 giorni, dopo si deteriora: avere scorte sul momento, dunque, rappresenta uno spreco.

FACEBOOK. Donare significa farlo per tutti, in maniera indistinta, non nominale. Ci sono state persone, piega Belfiore, che si sono recate a Pisa, intenzionate a donare per una bambina, la cui storia è raccontata sulla pagina Fb “Succo di fragola” (gestita, sottolineano da Avis, in maniera meravigliosa dai genitori). Le stesse persone che, una volta saputo che la donazione non è “nominale”, si sono rifiutate di donare. «Donare significa farlo per tutti, informandosi prima. Inoltre, per donare, non c’è bisogno di andare a Pisa, in quanto la donazione è regolata da organi di controllo regionali e nazionali».

Anche per quanto riguarda le “catene” che circolano sui social e che invitano le persone a donare con emergenza, Belfiore sottolinea che, prima di rispondere all’appello, sarebbe preferibile informarsi all’Avis, per accertarsi della veridicità dei contenuti in esse riportate. CENTRO TRASFUSIONALE. Il centro trasfusionale, spiega Belfiore, riferendosi a un fatto di cronaca apparso sui giornali, è sempre pronto a rispondere alle emergenze, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, non è pensabile che rimanga chiuso. «Penso che Avis - lancia la proposta Marmugi - possa diventare soggetto di informazione nei corsi di formazione dei giornalisti».

«In agosto - riprende Belfiore - ha perso la vita un giovane di 41 anni, a seguito di un incidente. Gli sforzi per tenere in vita il ragazzo sono stati enormi da parte dei medici: in questo contesto, è stato necessario usare un’enorme quantità di sangue e plasma che, in un solo pomeriggio ha azzerato le scorte del centro trasfusionale. Qui è scattata l’emergenza Avis che, senza clamore, ha allertato con chiamata diretta i donatori: nella mattina del 13 agosto oltre 80 persone hanno risposto all’appello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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