Il Tirreno

Livorno

Comunali, la protesta continua

di Enrico Paradisi
Comunali, la protesta continua

Proclamato lo stato di agitazione dall’assemblea dei lavoratori per la decurtazione della produttività

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LIVORNO. «I soldi dei lavoratori non si toccano». Dopo abbondanti tre ore di assemblea, i lavoratori comunali ieri mattina hanno votato di nuovo per lo stato di agitazione.

Tornano dunque sul piede di guerra i dipendenti di palazzo civico, chiedendo lo sblocco completo della produttività, che il sindaco Nogarin dopo la protesta di inizio agosto aveva sbloccato solo al 90%, trattenendo il restante 10% relativo alla performance dell’ente. La musica è sempre la solita così come in scena è andato anche ieri il solito braccio di ferro tra sindaco e dipendenti comunali che rivendicano il pagamento completo delle loro spettanze.

«Si tratta di 120 mila euro che sono stati trattenuti da questa amministrazione sul fondo della produttività 2015- dice Rosa Distaso della Uil Flp - che doveva essere attribuita con le regole del contratto del 2014. Per conto nostro è un’illegittimità perché non ci sono normative che la giustificano».

Già un primo stato di agitazione era stato paventato dai lavoratori il 9 agosto scorso, quando Nogarin aveva deciso di bloccare la produttività per procedere a verifiche. Stato di agitazione poi rientrato, quando il sindaco aveva deciso di sbloccare quasi completamente i soldi, trattenendo ancora un ultimo 10%. Fino ad ora infatti la quota di produttività era stata sbloccata al 90%: percentuale composta da un 60% relativo alla valutazione personale individuale, e il restante 30% che rappresenta la valutazione degli obiettivi per settore.

Rimane dunque ancora fuori il 10% (i lavoratori avevano chiesto il cento per cento nella scorsa assemblea) legato al raggiungimento degli obiettivi dell’ente, con una decurtazione di 120 mila euro che riteniamo sia stata operata in modo unilaterale, dicono i sindacati. «Sono i nostri soldi e ora noi li vogliamo», attaccano i lavoratori comunali a margine dell'assemblea.

«Tutto questo “modus operandi” - aggiunge Distaso - è inserito in un contesto più ampio quello del contratto decentrato che non siamo ancora riusciti a firmare per una inconcludenza di questa amministrazione. Qui poi stiamo parlando della distribuzione del fondo cosa che fin’ora non è avvenuta».

I sindacati e i lavoratori hanno bisogno anche di altro. Oltre al contratto decentrato, infatti, sono preoccupati dalle intenzioni dell’amministrazione anche sul fronte occupazionale, che secondo i sindacati deve invece dovrebbe dare risposte a tutti i servizi del Comune «servizi che invece languono», aggiunge ancora Distaso.

«A questo punto abbiamo chiesto all’assemblea di attivare lo stato di agitazione perché abbiamo bisogno di un soggetto terzo - conclude la sindacalista - che ascolti le parti e sia capace di mediare a questa situazione, anche dal punto di vista della legittimità sulla questione della distribuzione del fondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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