Il Tirreno

Livorno

al cotone

Assalto alle Poste picchiano la direttrice

di Alessandro De Gregorio
Assalto alle Poste picchiano la direttrice

PIOMBINO. Hanno fatto irruzione in quell’ufficio postale sguarnito di ogni sistema di protezione. Hanno picchiato la direttrice e hanno minacciato l’altra dipendente davanti a una folla di persone in...

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PIOMBINO. Hanno fatto irruzione in quell’ufficio postale sguarnito di ogni sistema di protezione. Hanno picchiato la direttrice e hanno minacciato l’altra dipendente davanti a una folla di persone in fila, sia dentro che fuori dal locale.

Puntavano al bottino grosso, a quella borsa con 50mila euro che la Securpol aveva appena consegnato alla stessa direttrice. Ma la borsa era stata già infilata nella cassaforte con apertura a tempo e così loro hanno dovuto accontentarsi di qualche centinaio di euro, per poi scappare a bordo di un’auto, rubata la sera prima.

È avvenuto alle 9.40 di ieri mattina alle Poste del Cotone, obiettivo già preso di mira altre volte e nonostante questo mantenuto lì senza personale di vigilanza, senza neanche una telecamera, un presidio alla mercè di chiunque.

I testimoni parlano di tre persone e di un quarto uomo ad attenderle fuori, come palo, al volante di un’Alfa 156 ferma in via Claudio Jonta.

I banditi che hanno eseguito la rapina vengono descritti come tre giovani, italiani, con un chiaro accento toscano. Uno più robusto, a volto scoperto e con un paio di occhiali da sole; uno con la visiera del cappellino calata giù; un terzo con un foulard a coprirgli naso e bocca. Sui trent’anni o poco più. Tutti in jeans e tutti violenti. Uno di loro aveva una pistola in pugno, non sappiamo se vera o finta.

La banda ha sicuramente pianificato il colpo procurandosi l’auto, scegliendo il primo del mese (giorno di pagamento delle pensioni) e aspettando che arrivasse il furgone portavalori della Securpol con i soldi in contanti.

Erano le 9.30 quando i vigilantes sono entrati alle Poste e hanno consegnato la borsa con i soldi alla direttrice, Miranda Verdiani. Lei ha infilato subito la borsa nella cassaforte con chiusura a tempo. Aveva già subìto una rapina, quattro anni fa, in quello stesso ufficio. Sapeva quali erano i giorni a rischio, sapeva di non poter contare su altre misure di sicurezza. E difatti, appena quelli della Securpol sono ripartiti, i tre malviventi si sono fatti largo tra la gente piombando nell’ufficio.

Al bancone c’era la cassiera Patrizia Pagliarulo, mentre la direttrice era ancora sul retro. Uno dei banditi ha sfondato con un calcio la porticina laterale del bancone e, mostrando la pistola, ha chiesto alla cassiera chi e dove fosse la direttrice.

Quando quest’ultima è spuntata dal retro, è stata presa a schiaffi e poi a calci.

Sempre sotto la minaccia della pistola, le due donne hanno spiegato che non potevano aprire la cassaforte, che avrebbero dovuto attendere un quarto d’ora. Intanto la gente scappava da ogni parte e non risulta che qualcuno sia intervenuto.

Così i tre banditi, temendo che arrivassero da un momento all’altro la polizia o i carabinieri (la cui caserma è lì a due passi), si sono accontentati di svuotare le casse del bancone. Qualche banconota, solo poche centinaia di euro, cinquecento a quanto pare. Quindi sono usciti di corsa dall’ufficio postale, salendo sull’auto del complice e fuggendo. Lanciato l’allarme, al Cotone è arrivata la polizia per gli accertamenti.

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