Gioco
Dalla Vela ai Tre Ponti, i privati pronti a rifare il look alle baracchine
Livorno, i gestori sono pronti a investire più di 125.000 euro, i soldi saranno scalati del canone
LIVORNO. Si va dalla Vela ai Tre Ponti, passando per baracchine e chalet che per molti livornesi, non solo d’estate, sono da sempre un po’ casa. Un gruppo di gestori privati è pronto a rifare il look delle strutture di proprietà comunale che si affacciano sul lungomare.
Tre, in particolare, hanno già messo sul piatto investimenti importanti, che in un caso arrivano anche a superare i 125.000 euro, e che riguardano principalmente interventi funzionali, di adeguamento delle strutture, che la stessa proprietà, ovvero il Comune, ritiene necessari (vedi l’assenza dei bagni per disabili) ma che magari oggi non riuscirebbe a fare con risorse proprie.
Come spiega nell’articolo a fianco l’assessore Giuseppe Vece, questo dovrebbe consentire loro di mantenere più a lungo le concessioni (per il momento l’indirizzo sembra di contenerle entro i 9, al massimo 12 anni). Mentre il Comune ricalcolerà il canone in virtù dell’aumento di valore delle strutture e scalerà dall’affitto le somme spese per gli anni necessari a rientrare dall’investimento.
È tutto spiegato nella delibera-atto di indirizzo numero 389 della giunta di Palazzo Civico che ha appena dato il via libera politico alla “procedura per l’adeguamento funzionale delle baracchine di proprietà comunale poste sul lungomare”. In tutto l’amministrazione è proprietaria di venti strutture, ma nell’atto per il momento ne vengono citate solo alcune che sono già oggetto di progetti presentati dai singoli concessionari. Il primo a saltare all’occhio è quello che riguarda La Vela, con i gestori che sono pronti a investire più di 125.000 euro. L’idea progettuale, dopo una lunga trafila, è già stata depositata in Comune nel dicembre del 2015.
«Prevede - si legge oggi nell’atto degli assessori - la sostituzione del fabbricato attuale (in stato di conservazione mediocre, carente di dotazioni igienico-sanitarie e impiantistiche e privo di spazi specifici per la conduzione delle attività) mediante interventi coordinati di riutilizzo delle superfici esistenti e ampliamenti funzionali finalizzati al suo adeguamento agli standard moderni». E ancora: la superficie destinata alla fruizione da parte del pubblico resterà «pressoché invariata», visto che «l’incremento maggiore è destinato alla zona di preparazione degli alimenti, al locale tecnico, allo spogliatoio per gli addetti, al magazzino e al servizio igienico per i diversamente abili, il tutto nel rispetto del contesto ambientale e della valorizzazione dell’area».
«Finalmente - commenta il gestore Massimiliano Tommasini - riuscirò a coronare un sogno, a realizzare una struttura più ricettiva, ho amici sulla sedia a rotelle, stava diventando antipatico lavorare così...». È chiaro che contestualmente inizierà con il Comune la partita dell’adeguamento della concessione. Lo stesso vale per i concessionari del Pick bar che nel febbraio di quest’anno hanno presentato un’istanza «per l’adeguamento funzionale dell’immobile e l’eliminazione delle barriere architettoniche», con l’obiettivo - si legge - di «reperire gli spazi, attualmente mancanti, del bagno accessibile anche da utenti diversamente abili, dello spogliatoio del personale, nonché di porre rimedio a fenomeni di allagamento e infiltrazioni». In questo caso la prima stima parla di circa 78.000 euro di lavori.
C’è poi la baracchina Acquamarina, tra i Tre Ponti e il Largo Christian Bartoli , che a maggio di quest’anno ha presentato un’istanza «per l’ampliamento funzionale dell’immobile», con l’obiettivo di adeguare il chiosco esistente per una «migliore capacità e accessibilità dei servizi offerti». Anche in questo caso l’investimento previsto si aggira complessivamente attorno ai 77.000 euro. «È un investimento grande - dice Jacopo Garzelli – lo facciamo perché crediamo ancora in questa città, vogliamo investire, ma vorremmo anche qualche garanzia da parte dell’amministrazione sulle regole, che devono valere per tutti».
Nell’atto della giunta si legge anche che «sino ad oggi hanno manifestato interesse ad effettuare adeguamenti funzionali delle strutture concesse, ai fini della presentazione di un progetto conforme agli indirizzi indicati» i gestori di «Baracchina Bianca, Rossa, Adone, Marrakesh, Nicla». «Gli oneri per la redazione del progetto di adeguamento - viene sottolineato nell’atto - sono a completo carico del privato unitamente alle spese per l’effettuazione dei lavori (con scomputo del canone di affidamento)».
L’obiettivo del Comune è duplice: valorizzare il lungomare e i beni di sua proprietà, che al termine del periodo di concessione rientreranno «nella piena disponibilità dell’ente con ogni trasformazione e miglioria apportata, consentendo così una maggiore redditività al momento dell’avvio di un nuovo affidamento con procedura ad evidenza pubblica».
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