Il Tirreno

Livorno

«Assunzioni in Aamps senza concorso», esposto in Procura

di Giulio Corsi
Un furgone dell'Aamps
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Un furgone dell'Aamps

Livorno, un autista vincitore del bando porta in procura il caso della stabilizzazione dei 33 precari

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LIVORNO. Un esposto alla procura della Repubblica e alla guardia di finanza perché venga aperta un’indagine sulla regolarità delle assunzioni a tempo indeterminato dei 33 ex precari di Aamps avvenute a fine gennaio da parte del cda presieduto da Federico Castelnuovo sulla base della deliberazione della giunta comunale 563 del 22 dicembre 2015.

È stato presentato da un autista, che era tra i primi nella graduatoria nell’ultimo concorsone fatto da Aamps nel 2014 ma che è rimasto fuori dalle recenti assunzioni fatte dall’azienda di via dell’Artigianato, in cui è stata data priorità ai cosiddetti ex precari impegnati nella raccolta porta a porta anziché a chi aveva superato le recenti selezioni pubbliche indette dall’azienda.

L’autista, a quanto risulta, avrebbe consegnato in tribunale anche registrazioni ambientali effettuate all’interno di Aamps che sosterrebbero la sua tesi, ma l’elemento centrale della sua denuncia è un tema già noto alle cronache e alla procura: le modalità seguite per il reclutamento del personale.

Argomento su cui si sono espressi ponendo seri dubbi sia l’avvocato Giacomo Pasquinucci - a cui l’ex presidente di Aamps Iacomelli aveva chiesto un parere sulla fattibilità delle assunzioni -, che i quattro massimi dirigenti del Comune, il segretario generale Ascione, il ragioniere capo Falleni, l'avvocato civico Macchia e la dirigente del personale Cenerini che scrissero al sindaco sostenendo il rischio di gravi irregolarità in materia di reclutamento del personale.

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«ASSUNTI SENZA CONCORSO». Il no all’assunzione dei 33 - che non erano dipendenti a tempo di Aamps, ma interinali alle dipendenze di Obiettivo Lavoro -, come si ricorderà, fu uno dei motivi che costarono il defenestramento del cda Iacomelli. Ma proprio l’ex presidente sostenne a lungo l’impossibilità di procedere alle assunzioni, sulla base del parere dell’avvocato Pasquinucci. Secondo cui «le selezioni non ebbero la stessa pubblicità che hanno le selezioni indette e gestite da Aamps (azienda partecipata al 100% dal Comune)».

«Né sembra - aggiunse Pasquinucci - che le selezioni di Obiettivo Lavoro siano state effettuate secondo i principi sanciti nel regolamento aziendale per il reclutamento del personale del 2012. Senza contare che la selezione effettuata dall'agenzia di lavoro interinale, senza che fosse stata resa nota la prospettiva che dalla stessa potesse poi conseguire l'assunzione diretta alle dipendenze dell'utilizzatore (in sede di pubblicizzazione della selezione non si faceva riferimento alcuno al fatto che Aamps avrebbe potuto assumere direttamente, per giunta a tempo indeterminato, i soggetti partecipanti alla selezione), potrebbe avere indotto molti possibili partecipanti a non prendere parte alla selezione medesima, con il che potrebbe sostenersi che il soggetto risultato vincitore non fosse il migliore sulla piazza (con violazione del principio del buon andamento dell'amministrazione che la selezione pubblica tende a realizzare)». L’esposto dell’autista escluso si basa proprio sulle conclusioni delineate da Pasquinucci: «I contratti di lavoro che verrebbero a crearsi in seguito alle assunzioni a tempo indeterminato sarebbero nulli».

DIRIGENTI E REVISORI CONFERMANO. La tesi di Pasquinucci venne sposata anche dai revisori dei conti del Comune e da quattro dirigenti di palazzo civico. E’ circa metà febbraio quando Ascione, Falleni, Macchia e Cenerini scrivono al sindaco evidenziando che nelle 33 assunzioni potrebbe riscontrarsi “la violazione delle norme di legge e regolamentari in materia di reclutamento del personale”, che determinerebbe “l’assoluta nullità dei contratti di lavoro”. La lettera dei quattro si basava anche su una nota dei revisori dei conti del Comune, che il 9 febbraio avevano evidenziato “la necessità di approfondire la questione della stabilizzzazione dei precari, confermando la validità delle argomentazioni di Pasquinucci e in contrasto con quanto affermato dall’avvocato Lanzalone, perché l’amministrazione non può prescindere dalla selezione pubblica per l’assunzione di proprio personale dipendente».

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