Il Tirreno

Livorno

Lavori pubblica utilità il Comune assume 28 persone per sei mesi

Si occuperanno del riordino degli archivi del municipio Risorse regionali e comunali. La prima tranche nel 2017

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LIVORNO. Ventotto assunzioni a tempo determinato. La giunta comunale ha dato il via libera alla proposta di attivazione del progetto dei lavori di pubblica utilità per il riordino straordinario degli archivi del Comune.

«Il progetto, che inizialmente prevedeva l'assunzione di 16 persone a tempo determinato per 6 mesi per 20 ore settimanali - spiegano dal municipio in una nota - è stato potenziato dall'amministrazione che è riuscita a reperire risorse aggiuntive per altri 12 lavoratori». Il costo complessivo è di 211.792,14 euro: 91mila euro saranno garantiti dalla Regione, gli altri 120.792,14 verranno recuperati dalle casse comunali.

«Abbiamo sempre criticato la misura dei lavori di pubblica utilità soprattutto per l'aumento della quota di compartecipazione richiesta ai Comuni - sottolinea l'assessore al lavoro, Francesca Martini -. Questa volta però abbiamo potuto affrontare la spesa grazie al fatto che abbiamo tagliato la figura del direttore generale, risparmiando circa 116mila euro l'anno e riducendo la spesa complessiva per il tempo determinato». Direttore generale che a inizio mandato era stato voluto proprio dal sindaco.

Secondo quanto previsto dall'Avviso regionale, i lavori di pubblica utilità verranno attivati in due fasi: si comincerà con una prima tranche di assunzioni dalla seconda metà del 2017, mentre le altre persone entreranno al lavoro a inizio 2018. «Questo purtroppo - conclude Martini - è solo un piccolo progetto rispetto al budget stanziato dal bando regionale che rischia di rimanere invece non assegnato. Ho mandato personalmente diverse richieste agli enti del territorio, tra cui l'Autorità portuale, chiedendo loro di farsi capofila di progetti in partnership con il Comune. I pochi che hanno risposto hanno rifiutato, il che significa che si è persa un'opportunità importante perché la misura è stata pensata male».

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