Gioco
De Magistris accende Corea «Sindaci, fuori il coraggio»
Diritti, servizi, Costituzione: applausi per il primo cittadino all’evento di Bl «Le occupazioni? Possono essere processi di liberazione meritevoli di tutela»
LIVORNO. «Se a Livorno fate le battaglie io vengo, se volete qualche cesoia contro i fili spinati noi ce l'abbiamo. Siamo pronti a fare la rivoluzione». Una rivoluzione politica, «dal basso». Dove i processi di occupazione di spazi privati o pubblici abbandonati al degrado diventano, ad esempio, «processi di liberazione meritevoli di tutela giuridica». Parole di Luigi De Magistris ai cittadini che gli siedono di fronte. Parole del sindaco di Napoli che ieri sera ha acceso i locali dell'ex circoscrizione 1, dove gli associati di Buongiorno hanno trasferito in extremis casse e microfoni che causa maltempo non hanno potuto accendere in piazza Cavallotti. Prima ci si è messa la pioggia, poi i tifosi pisani che hanno occupato la stazione costringendo gli addetti ai lavori a correre a Firenze per caricare in auto il sindaco. Ma l'evento politico non si è fermato e il salone di Corea si è riempito.
Dopo aver mangiato un 5e5, De Magistris ha subito rotto il ghiaccio con una battuta pungente: «Ho fatto il peggior viaggio della vita mia per arrivare qua, ho preso un acquazzone di acqua pubblica...». Di ghiaccio in realtà ce ne è stato poco: scroscio di applausi per l'ex magistrato e per i giovani del collettivo “je so’ pazzo”, come Salvatore Prinzi, che nel 2015 hanno occupato e trasformato con attività sociali l'ex ospedale psichiatrico di Sant'Eframo.
La presidente di Bl Silvia Giuntinelli e il consigliere comunale Marco Bruciati presentano i temi della serata: autonomie, beni comuni, reddito e lavoro, Costituzione. Con De Magistris che ribadisce subito che «ci siamo schierati per votare no al referendum, in difesa della Costituzione». Ma è soprattutto sul rapporto tra movimenti sociali e istituzioni che si accende la prima parte del dibattito. In una città come Livorno dove ci sono una quindicina di edifici occupati a fini abitativi, e in una sala dove si vedono anche molti rappresentanti di associazioni e sindacati di base che vivono da dentro l’emergenza.
De Magistris dice due frasi: che il modello della Napoli che lo ha appena rieletto ruota intorno a una «sana dose di follia» e che se serve «dobbiamo rompere le leggi assurde, chi non ha coraggio non faccia il sindaco». Lo dice dopo aver ricordato di aver rotto il Patto di stabilità di fronte al rischio di chiudere le scuole pubbliche. E prima di aver raccontato delle delibere firmate dalla sua giunta in materia di proprietà collettive, autorecupero... «Loro - dice riferendosi ai centri sociali lui che in passato si è già schierato contro gli sgomberi (ad esempio dell’ex Opg occupato di Napoli) - spesso fanno cose là dove in questo momento di crisi lo Stato non arriva. Fanno più scandalo loro o chi ha dieci case e ne tiene otto sfitte?». Il concetto è: «I diritti costituzionali, come quello alla casa, devono avere la priorità».
(j.g.)
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