Il Tirreno

Livorno

Il gestore della Baracchina Azzurra, baluardo contro il degrado

di Dario Serpan
Il gestore della Baracchina Azzurra, baluardo contro il degrado

Livorno, Marco Cangemi lancia la sfida per rilanciare l'area: «Il mio sogno? Vederla trasformata in un’area verde con vista mare e parcheggi, per dare accoglienza a chi arriva in città».

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LIVORNO. «Sono livornese e antignanese, rilanciare questa zona per me è una sfida». Chi parla è Marco Cangemi, titolare della Baracchina Azzurra, il bar che si trova al termine di viale Amerigo Vespucci, vicino al bivio con via del Littorale.

«Il mio sogno? Vederla trasformata in un’area verde con vista mare e parcheggi, per dare accoglienza a chi arriva in città». Degrado è una parola fin troppo comune a chi vive e frequenta questo angolo di Livorno che rappresenta una sorta di primo biglietto da visita, poiché collocato all’ingresso della città, per chi arriva da sud. Dopo il fascino mozzafiato delle scogliere, dal Sonnino al Boccale, lo scenario infatti cambia drasticamente: piazzali sterrati ed erba incolta, che si trasformano in campeggi occasionali, immondizia lasciata ovunque, transenne e veicoli in sosta abusiva. Uno squallore che danneggia non solo l’immagine della città, e che è un pugno nello stomaco per i residenti e per chi si trova ad avere un’attività commerciale nella zona.

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All’interno del suo locale, Cangemi tiene esposta in bella vista una fotografia che ritrae la zona negli anni ’60: «Questo bar esisteva già - dice - ed era meta di gite fuori porta per i livornesi che potevano spostarsi dal centro e spingersi a sud, per godere di una splendida vista sul mare». Marco ha rilevato il locale nel 2011, cambiandone il nome in Baracchina Azzurra, per inserirsi nel solco della tradizione che vuole il lungomare livornese caratterizzato da baracchine affacciate sul mare: dopo la Bianca e la Rossa, dunque, l’ultima prima di uscire da Livorno è la Baracchina Azzurra.

«Il colore lo abbiamo scelto in omaggio al mare, che si trova a due passi da noi, ma purtroppo la vista è impedita da transenne e vegetazione incolta». Un murales di un artista livornese caratterizza la facciata esterna del bar che Marco ha rinnovato nel corso della sua gestione, per fare da traino alla tanto agognata riqualificazione dell’area circostante: «Abbiamo rinnovato gli impianti e anche l’offerta enogastronomica - racconta Cangemi - garantendo un servizio che in estate comincia alle 7 del mattino e si prolunga fino alle due di notte. Nei primi mesi del 2017, rifaremo le facciate esterne, cambieremo gli infissi e rinnoveremo anche la pavimentazione esterna; abbiamo già le autorizzazioni. Continuiamo a investire in migliorie, ma è il contesto in cui siamo inseriti che non va, ed è un vero peccato, perché questo in teoria sarebbe uno dei posti più belli di Livorno».

Per tenerlo vivo, la Baracchina Azzurra, - che dà lavoro a sei persone - organizza anche eventi: sabato 27 agosto l’ultimo dell’estate, una festa della birra con djset, tutto esaurito. Marco Cangemi ha 42 anni e gestisce il locale con la moglie Ilenia: «Prima - aggiunge Marco - mi occupavo di catering navale, ma poi ho perso il lavoro e quindi mi sono lanciato in una sfida che sento particolarmente mia, perché Antignano è il mio quartiere». Proprio alla Baracchina Azzurra si sono svolti, nel corso dell’estate, due incontri tra residenti e commercianti della zona con la vice sindaco Stella Sorgente e l’assessore all’Urbanistica Alessandro Aurigi.

«Siamo rimasti sorpresi dalla loro disponibilità, in passato non era così. Abbiamo ricevuto il loro impegno - afferma Cangemi - a fare il possibile per provare a riqualificare l’area, di cui però una parte è privata e su di essa non si può intervenire finché non si trova una soluzione. A settembre, però, programmeremo con il Comune una giornata di pulizie straordinarie degli spazi di competenza pubblica». Nascerà anche un comitato: è così? «Sì, in autunno costituiremo il Centro commerciale naturale. Ci servirà per puntare a organizzare eventi con tutti i commercianti di Antignano. Sarà anche quello un viatico per sostenere il recupero della zona».

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