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Tenta di strangolarla nel negozio: arrestato
Livorno, è accaduto alle Sorgenti. L'uomo in carcere con l'accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia
LIVORNO. I segni delle dita di lui sul collo impiegheranno qualche giorno prima di andare via, ma le ferite inferte attraverso umiliazioni continue e maltrattamenti forse non cicatrizzeranno mai. Sabato pomeriggio un livornese di 57 anni, Antonio Barone, tenta di strangolare la sua compagna all'interno del negozio di lei, alle Sorgenti, cogliendola di sorpresa. Un gesto che si rivela l'apice piu violenta di una serie aggressioni e maltrattamenti che sono andati avanti per qualche mese. Lei - 50 anni, dolorante e sotto choc, - è costretta a ricorrere alle cure mediche in ospedale, mentre lui viene arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. Ora si trova in carcere alle Sughere. Un'operazione degli agenti delle volanti che sono stati chiamati da una delle due figlie della donna e dai residenti nel quartiere delle Sorgenti, allarmati dalle grida che provenivano dal locale dell'esercizio commerciale, durante la colluttazione.
Sono circa le 14,30 quando la donna di reca al suo negozio, che in quel momento è chiuso, per le pulizie. La saracinesca è sollevata per metà quando, a un tratto, lui irrompe nella stanza e tra i due scoppia l'ennesima lite. Prima le minacce di morte verso di lei, poi un pugno alla testa. Pare che il cinquantasettenne vanti un credito nei confronti della donna: sarebbe questa la scintilla che fa scoppiare la discussione. Fatto sta che a un tratto, nel clou della lite, lui le mette le mani al collo nel tentativo - secondo la polizia - di strangolarla, lasciandole evidenti segni. Lei cerca di difendersi come può per divincolarsi. La colluttazione è molto violenta: da fuori si sentono grida e rumori strani che vengono sentiti dai vicini. Alcuni di loro cominciano ad urlare mentre altri danno l'allarme, chiamando la polizia. Lei riesce a fuggire e si nasconde nel cortile di casa di una vicina. L'uomo dal canto suo, scappa e si rifugia all’interno del bagno del bar Biondi di via delle Sorgenti, a pochi metri di distanza. Ma grazie al tempestivo intervento delle volanti della polizia viene trovato e portato via. Si tratta di un 57enne già noto alle forze dell'ordine e con numerosi precedenti penali, colto poi da un malore e quindi portato al pronto soccorso.
La donna invece è sconvolta, ha ematomi sul collo e sul petto oltre ad abrasioni sul labbro inferiore, respira a fatica e soprattutto è in uno stato psicologico precario. Per questo si reca in ospedale dove viene visitata e tranquillizzata: 10 giorni di prognosi. Poi la denuncia per quanto accaduto. Come riferisce la questura in un comunicato ufficiale, al pronto soccorso Barone ha mostrato agli agenti il suo cellulare con una foto della sua casa, all'interno della quale aveva allestito un cappio al soffitto con l'intenzione di suicidarsi, probabilmente dopo l’omicidio della sua ex compagna: è stato quindi richiesto un consulto psichiatrico, al termine del quale è emersa la possibilità di un ricovero, rifiutato però dall'uomo.
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Come emerso dagli accertamenti della polizia, quella di sabato risulta solo l'ultima di una serie di aggressione e discussioni di cui rimasta vittima la donna e anche una delle figlie. La cinquantenne, infatti, dal precedente matrimonio ha due figlie. Separata, ha intrapreso una nuova relazione con il cinquantasettenne. Un rapporto burrascoso che però negli ultimi tempi è diventato ancora più difficile e non funzionava più tanto che, in base a quanto appreso, sembra che l'uomo in realtà vivesse in una dependance rispetto all'appartamento principale dove la donna abita con le figlie. La polizia subito dopo i fatti, ha acquisito il referto medico dell'aggressione subìta dalla donna e ha messo insieme testimonianze e una serie di documenti che dimostrerebbero che i maltrattamenti sono stati prolungati nel tempo.
Le indagini sono ancora in corso e sono coordinate dalla magistratura. Una storia che ha fatto irruzione nella vita quotidiana del quartiere e della città in pieno giorno, in un momento in cui la tematica della violenza sulle donne è quanto mai attuale drammaticamente frequente, nonostante gli appelli, le manifestazioni e le campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
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