Il Tirreno

Livorno

PREVENZIONE

Posteggi a caso, un fatto culturale

Posteggi a caso, un fatto culturale

I giovani parcheggiano male ma bevono meno prima di guidare

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LIVORNO. «Noi ce la stiamo mettendo davvero tutta, ma ci si può fare poco: la sosta selvaggia a Livorno è un fatto culturale. C’è proprio l’abitudine radicata di lasciare l’auto a un passo dal luogo che si vuole raggiungere, anche se ci sono i divieti e anche se si ledono i diritti altrui, dei pedoni in primis. Quello che possiamo fare e che faremo è non mollare».

Non perde la fiducia nei mezzi della polizia municipale Michela Pedini, responsabile della sezione Sicurezza, mobilità e territorio, che della lotta alla sosta selvaggia ha fatto un suo cavallo di battaglia.

Una tendenza che aumenta d’estate, ma che, come emerge dai dati dei vigili, riguarda solo molto marginalmente i turisti («Che comunque fanno presto a prendere le cattive maniere dei residenti», come sottolinea Pedini). Gli indisciplinati, insomma, sono proprio i livornesi, senza distinzioni di età e genere. Un’abitudine durissima a morire, ma anche solo a diminuire, nonostante la scure della polizia municipale continui a colpire inesorabile in ogni angolo della città e con ritmi incalzanti.

In tutto questo però, una buona notizia c’è, anche se non riguarda la sosta: sono in forte decremento le multe per guida in stato di ebbrezza, soprattutto tra i giovani. «I ragazzi sono molto più responsabilizzati sul non bere prima di guidare, anche se quei pochi che troviamo non in regola hanno dei tassi molto alti: abbiamo avuto anche un caso di un ragazzo che aveva 3 grammi per litro di sangue - dice Pedini - Nel mese di settembre vorremo fare nuovi servizi con l’etilometro. La cattiva notizia, invece, è che è in aumento la guida sotto effetto di droghe». (l.l.)

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di Redazione web