Toscana
Nogarin: «Lemmetti inamovibile»
Caso Minerva, il portavoce Tafi si autodenuncia: «Ho passato il piano a un giornalista»
LIVORNO. «Gianni Lemmetti gode della mia completa fiducia. La sua professionalità e le sue capacità, dimostrate in numerose occasioni, sono indiscutibili e rappresentano un valore aggiunto per questa amministrazione». Così il sindaco Filippo Nogarin ha replicato ai sindacati che chiedevano la testa dell’assessore al bilancio dopo l’aggressione verbale denunciata dalla funzionaria Rosalba Minerva, accusata ingiustamente dall’assessore di aver passato il piano industriale di Aamps alla stampa, in particolare al Tirreno (quello corretto) e a un sito internet locale (quello precedente).
Lemmetti dunque non si tocca: «L'unico che può decidere chi fa parte o meno della giunta sono io - continua il sindaco - e io rispondo solo alla legge e ai cittadini di Livorno. Il mio giudizio sull'operato dell'assessore è pienamente positivo». Intanto emergono però nuovi particolari sull’episodio di cui era accusata Minerva. Almeno su chi ha passato le informazioni - peraltro non aggiornate - a un sito internet locale, ma non quelle corrette pubblicate dal nostro giornale.
«Io un'idea di come sono andate le cose me la sono fatta dopo aver ascoltato anche l'assessore - dice il sindaco -. In ogni caso non intendo affrontare la questione a mezzo stampa. Sulla vicenda della fuga di notizie riguardante il piano industriale di Aamps è stata fatta solo parziale chiarezza: uno dei responsabili si è autodenunciato e verrà sanzionato secondo quanto prevede il Tuel». Non fa nomi Nogarin, ma la persona di cui parla il sindaco è Tommaso Tafi, il suo nuovo portavoce. E’ lo stesso Tafi a raccontarlo al Tirreno, dopo essersi autodenunciato al segretario generale prima ancora che partisse la mini-istruttoria interna che ha riconosciuto l’estraneità ai fatti della Minerva.
«Ho girato io il materiale a un giornalista - racconta Tafi - all’interno di una strategia comunicativa condivisa con l’amministrazione in vista dell’imminente conferenza stampa, trattandosi di un documento positivo per la giunta (non si capisce a questo proposito l’ira di Lemmetti, ndr). Lui a sua volta l’ha però girato ad un sito internet il quale ha pensato bene di pubblicare integralmente il piano, che tra l’altro non era aggiornato - racconta Tafi -. A quel punto l’assessore ha avviato l’istruttoria interna, chiamando in causa anche Minerva. Quando la mattina sono arrivato in Comune e ho visto Rosalba piangere, ho ricostruito in che modo il sito era entrato in possesso di quel documento, ne ho chiesto l’immediata cancellazione dopo di che ho subito scritto una lettera al segretario generale in cui ricostruivo i fatti spiegando che per quanto riguardava la fuga di notizie relative al sito, la Minerva non c’entrava niente. Ero stato io a dare le informazioni. Nessuno mi obbligava a fare questa dichiarazione, e nessuno l’avrebbe mai scoperto perché avevo inviato il piano dalle mie mail private, ma mi sono autodenunciato per tutelare la collega. Volevo calmare le acque. A Rosalba non è bastato, vediamo che cosa succede». Ora Tafi sarà sottoposto probabilmente a un richiamo verbale.
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