Gioco
Via le Province, ora la geografia è un esercizio di fantapolitica
LIVORNO. La furia ideologica dell’ammazza-Province ha avuto effetti una concatenazione di effetti paradossali sulla geografia delle aggregazioni: ne è nata una babele di disegni territoriali che...
LIVORNO. La furia ideologica dell’ammazza-Province ha avuto effetti una concatenazione di effetti paradossali sulla geografia delle aggregazioni: ne è nata una babele di disegni territoriali che difficilmente sono raccordabili gli uni agli altri. Salta fuori non tutto ma di tutto.
Si guardi alle Camere di Commercio: Livorno volta le spalle a Pisa e va a “nozze” con Grosseto sognando di avere la leadership dell’alleanza (salvo poi suicidarsi come al solito). Eppure l’Autorità Portuale, altra istituzione di tipo economico-territoriale e socia della Camera di Commercio (nella Porto 2000), cerca contatti con l’altra grande infrastruttura che è l’aeroporto di Pisa (ora a guida privata). Intanto però anche l’istituzione portuale guarda a sud e sposa Piombino: che pure non cent’anni fa ma all’inizio di questo decennio aveva puntato i piedi per andare sotto la Provincia di Grosseto e diventare il porto del sud Toscana in concorrenza con Livorno in affanno.
Non basta. La Confindustria vara una aggregazione fra Livorno e Massa Carrara: manca la continuità territoriale ma manca anche con Firenze che dall’interno diventa il fratello maggiore di questo polo costiero. In campo sindacale la Uil ha fatto sposare le strutture livornesi e quelle pisane.
La Regione disegna tre aree vaste subregionali: lo fa attorno alle tre università (Pisa, Firenze e Siena) per far nascere le maxi-Asl, con la nostra che va dalla Lunigiana all’Elba lungo tutta la costa. Qualcosa del genere vale anche per l’Ato rifiuti, però in fondo alla mappa in zona Piombino c’è un ritaglino e la Val di Cornia resta fuori. (m.z.)
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