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«Per un anziano è peggio la truffa di una rapina»
LIVORNO. Altre due truffe ai danni degli anziani, dei più deboli. E un fenomeno che, purtroppo, è in costante crescita anche in città. Via gioielli e soldi, ma anche e soprattutto la certezza di...
LIVORNO. Altre due truffe ai danni degli anziani, dei più deboli. E un fenomeno che, purtroppo, è in costante crescita anche in città. Via gioielli e soldi, ma anche e soprattutto la certezza di poter andare avanti senza bisogno di aiuto. «Ed è proprio questo il vero dramma - l’allarme di Fiorella Cateni, presidente della sezione provinciale dell’Auser, l’associazione per l’invecchiamento attivo - un dramma psicologico, perchè la cosa più difficile è riprendersi dopo uno shock del genere. Al di là di ciò che viene portato via durante il furto, l’anziano derubato piomba in una disperazione totale: non si fida più di nessuno, si rende conto che non riesce più a difendersi da solo... È una situazione difficile da superare, che può avere effetti devastanti nella psicologia di una persona di una certa età».
Prima il furto e l’iniziale preoccupazione per il danno economico, insomma, poi il tunnel dal quale l’anziano rischia di non uscire più. «In questi episodi vengono fuori la fragilità e la vulnerabilità - continua la Cateni - io credo che speculare su un anziano solo e indifeso sia peggio di una rapina. Comunque è tutto figlio della solitudine, perchè la mancanza di rapporti e contatti sociali porta queste persone a fidarsi di chiunque: in giro ci sono tanti giovani bravi, è verissimo, ma a volte capita il disonesto che si approfitta della situazione».
La strada, in queste truffe, è quasi sempre la stessa: creare un contesto in cui i beni dell’anziano sono in pericolo, in modo tale da proporre una soluzione alternativa per evitare rischi, una soluzione in grado di permettere ai ladri di entrare in azione. «Purtroppo questi episodi si verificano spesso - sottolinea la Cateni - noi come Auser siamo vicini a tutti gli anziani e cerchiamo di dare i consigli giusti: non devono assolutamente far entrare gli estranei in casa, alle donne diciamo sempre di camminare per strada con la borsa dalla parte del muro... Abbiamo fatto anche una campagna informativa con i carabinieri, una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare tutti su questo tema, ma purtroppo siamo davanti ad altri casi del genere».
Gianni Tacchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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