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«Rimandata a settembre per una trasfusione: a Pisa l’ho fatta subito»
LIVORNO. Era andata all’ospedale di Livorno all’inizio del mese di agosto perché si sentiva debole e spossata, e dagli accertamenti medici è risultato che aveva l’emoglobina molto bassa a causa di un...
LIVORNO. Era andata all’ospedale di Livorno all’inizio del mese di agosto perché si sentiva debole e spossata, e dagli accertamenti medici è risultato che aveva l’emoglobina molto bassa a causa di un problema da risolvere con un piccolo intervento chirurgico.
Una situazione non particolarmente difficile da risolvere, che secondo quanto racconta la donna, Cristina Urbani, una cinquantenne livornese, si è però trasformato in un calvario con rimandi e rimpalli vari tra ambulatori. Al pronto soccorso di Pisa, invece, dove la donna è stata ricoverata qualche giorno dopo, la trasfusione le è stata fatta immediatamente.
«Al centro trasfusionale dell’ospedale mi hanno detto che sono in ferie e che lavorano solo per gli “interni” rimandandomi per una trasfusione al mese di settembre». E’ da questo momento che il suo problema di salute, è diventato una specie di piccola odissea. «Accertato il problema dal pronto soccorso - racconta ancora la donna - mi hanno mandato a visita dal medico specialista, che vedendo i risultati degli esami che mi avevano fatto e, individuato il problema, mi ha subito prescritto una trasfusione di sangue, visti i valori molto bassi che mi davano grande spossatezza e debolezza. Ma arrivata al centro trasfusionale mi hanno detto che per gli “esterni” era tutto bloccato e che mi avrebbero dato l’appuntamento per settembre, non prima di aver preso un appuntamento al poliambulatorio dietro richiesta del medico».
Una mattinata per gli ambulatori dell’ospedale accompagnata dalla sorella, prosegue il racconto della donna, fino a quando, sfinita anche per i valori bassi di emoglobina non la facevano stare in piedi, ha deciso che era il momento di tornare a casa.
«Appena due giorni dopo dalla visita in ospedale a Livorno - prosegue la cinquantenne - mi sono svenuta in bagno. Allora sono stata accompagnata al pronto soccorso di Pisa, dove qui mi hanno fatto immediatamente una trasfusione». Ma le traversie per Cristina non sono concluse. Martedì doveva infatti essere operata, ma l’intervento è stato rimandato a domani. «Prima di subire l’operazione era necessaria un’altra trasfusione, ma per farla avrei dovuto essere ricoverata - spiega amareggiata la donna - ieri (martedì ndr) non c’erano posti letto disponibili per cui mi hanno rimandato tutto a venerdì».
La risposta dell’azienda sanitaria livornese è di segno opposto. La Usl Toscana Nord Ovest - in un comunicato - smentisce categoricamente la presunta chiusura in agosto dei servizi assicurati dal centro trasfusionale di Livorno. Il centro trasfusionale anche in questi giorni di ferie sta svolgendo regolarmente il proprio servizio che - spiega ancora la nota - è legato alla raccolta della donazione di sangue e derivati in maniera esclusiva, mentre si occupa, assieme ad altri reparti della cosiddetta “medicina trasfusionale”. Relativamente a quest’ultima il centro sta assicurando, come nel resto dell’anno, il suo servizio rivolto a pazienti autosufficienti in orario 8-14. Per tutti gli altri la terapia viene regolarmente assicurata nel reparto che abbia in trattamento il paziente o, nel caso di emergenze, direttamente al pronto soccorso.
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