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Livorno

Operazione mercato: il modello Firenze come bussola per un futuro rilancio

Il mercato di San Lorenzo a Firenze, una struttura simile, ma non paragonabile a quella del mercato centrale di Livorno che è più ampio (e ha peculiarità uniche da sfruttare come l’accesso diretto...

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Il mercato di San Lorenzo a Firenze, una struttura simile, ma non paragonabile a quella del mercato centrale di Livorno che è più ampio (e ha peculiarità uniche da sfruttare come l’accesso diretto dai fossi) è un po’ il modello ispiratore degli interventi che l’amministrazione comunale vorrebbe introdurre anche in via Buontalenti.

Al mercato di Firenze, a differenza di quello di Livorno c’è però una netta distinzione, una distinzione radicale, tra quella che è la gestione diciamo tradizionale del piano terra (che è gestita in forme assimilabili a quelle nostrane, con una concessione dei banchi del commercio al dettaglio con prodotti tipici locali, ma anche storiche attività di ristorazione) e quella del primo piano, che invece ha una gestione puramente imprenditoriale che è in mano a una società privata e che fa volumi simili ai grandi centri commerciali con marchi di grande richiamo. Insomma due mondi a parte, ben separati e distinti. Lo spirito di promozione e di rilancio del mercato centrale di Livorno è la stessa, ma l’amministrazione livornese, sta cercando di costruire un percorso di rilancio che tenda a integrare le attività esistenti e tradizionali, con quelle future, evitando di innescare competizioni interne, ma facendo parlare le varie anime e sviluppando le attività in un potenziale involucro molto più ampio.

E la protesta dei commercianti dei banchi che non hanno gradito l’imposizione dell’apertura prolungata non cambierà il progetto di rinnovamento che la giunta ha intenzione di portare avanti. “L'Amministrazione comunale proseguirà nello sforzo per un pieno rilancio del Mercato Centrale”. Come ha dichiarato due giorni fa l’assessore Paola Baldari in risposta ai commercianti della struttura che erano stati sanzionati con multe da 25 euro ciascuno (49 furono trovati chiusi a seguito di un controllo della polizia municipale) per la mancata apertura pomeridiana del 20 maggio scorso. Per questo è stato pensato il bando sulla ristrutturazione degli spazi inutilizzati (vedi seminterrato e primo piano) non certo per danneggiare i banchi e i commercianti che già sono presenti all’interno della struttura. Anzi, l’idea di fondo è che l’inserimento di ulteriori attività o di altri soggetti interessati, possa innescare un meccanismo virtuoso di approvvigionamento non a chilometro, ma a metro zero, dai banchi tradizionali, ben forniti di merci di prima qualità. Un’integrazione tra attività presenti e future per una loro reciproca valorizzazione. Complementarietà e rapporto sinergico sono gli aspetti che possono derivare proprio da questa compresenza di anime diverse.

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