Il Tirreno

Livorno

Dalle corsie dell’ospedale a piccoli lavoretti, la parabola di Domenico

Gianni Tacchi
Dalle corsie dell’ospedale a piccoli lavoretti, la parabola di Domenico

Livorno, nel 2004 l’aggressione in un suo terreno a Montenero. Amava il calcio e la pesca. Martedì 23 agosto il suo cadavere trovato in un fodo all'Ardenza dopo dieci giorni  

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Era un infermiere, Domenico Carlucci. E da tempo si arrangiava come “cenciaio”, una parabola esistenziale che l’aveva portato dalle corsie dell’ospedale ad alcuni lavoretti per andare avanti. Prima in una baracca in via Curiel, verso Montenero, all’interno di un ampio giardino che circonda una vecchia villa. Poi in quel fondo a uso commerciale di via Mondolfi, diventato la sua casa negli ultimi mesi, anche se senza i servizi di prima necessità come l’acqua, la corrente elettrica e il gas.

La sua vita, dal 2004 in poi, è stata però segnata da un episodio per il quale venne condannato penalmente. All’epoca, in una mattinata di fine agosto, Carlucci colpì con una spranga di metallo - rinvenuta successivamente dalla polizia e ancora sporca di sangue - un uomo trovato all’interno del suo orto di via Curiel, un altro “cenciaio” che probabilmente voleva rubare qualcosa dalla baracca di Domenico, dove dormiva e teneva oggetti di ogni tipo.

Il ferito venne subito operato e sprofondò in coma, facendo temere a tutti il peggio, poi le sue condizioni migliorarono sensibilmente nei giorni successivi e venne dimesso dopo quasi tre settimane. Un brutto episodio che, in ogni caso, ha sconvolto profondamente la vita dell’ex infermiere del reparto di chirurgia toracica e poi di pneumologia, trovato morto nella mattinata di martedì 23 agosto nel fondo di via Mondolfi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14000897:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/08/23/news/tragedia-all-ardenza-settantenne-trovato-morto-dopo-dieci-giorni-1.14000897]]

Tra gli interessi di Domenico Carlucci c’era soprattutto il calcio, lo sport con il quale era cresciuto e che amava in un modo incredibile. «Veniva tutte le mattine a comprare Tuttosport e si fermava sempre a parlare di calcio», ricordano i gestori dell’edicola che si trova accanto accanto al fondo in cui abitava Carlucci, “Ardenza Video & News”.

E poi c’era la pesca, l’altra grandissima passione del 75enne. «Parlava sempre di questo - raccontano alcuni residenti del quartiere - ogni giorno prendeva la sua bici, andava al porto a pescare e tornava sempre con qualcosa. Che dispiacere, che tristezza, che dramma. Non lo conoscevamo bene, è verissimo, ma questa è una tragedia che ci tocca in modo profondo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.14001113:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/08/23/fotogalleria/trovato-morto-in-un-fondo-all-ardenza-a-dieci-giorni-dal-decesso-1.14001113]]

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web