Gioco
L’ex capogruppo M5s «L’amianto fu tenuto nascosto alla città»
LIVORNO. Nella variazione di bilancio del 30 novembre 2015 non c’era, né si poteva intuire alcun riferimento alla presenza di amianto nel sottosuolo di villa Corridi che fu comunicata da Arpat al...
LIVORNO. Nella variazione di bilancio del 30 novembre 2015 non c’era, né si poteva intuire alcun riferimento alla presenza di amianto nel sottosuolo di villa Corridi che fu comunicata da Arpat al Comune il 5 giugno 2015. Di conseguenza né il gruppo Cinque Stelle che votò a favore, né le opposizioni che votarono contro, erano a conoscenza in quel momento della situazione dell’inquinamento nel parco. A sostenerlo è Giuseppe Grillotti, ex capogruppo del M5s, al momento di quella votazione ancora membro della maggioranza ( poi espulso).
Grillotti smentisce categoricamente le dichiarazioni degli ex colleghi 5 Stelle, secondo cui sia la maggioranza che le opposizioni sapevano dell’amianto a Villa Corridi il 30 novembre 2015.
«Votammo a favore, ma seppur quella variazione di bilancio prevedeva alcuni interventi di bonifica di materiali contenenti amianto (all'interno di una variazione al programma triennale dei lavori pubblici) non si poteva certo cogliere alcun riferimento a quelli presenti nel sottosuolo del parco di Villa Corridi, dal momento che non si conosceva il problema e, tantomeno, se ne potevano conoscere quantità, e tipologia, rese note solo di recente a seguito dei campionamenti effettuati dalla ditta incaricata dei lavori di bonifica», ricorda l’ex capogruppo M5s.
Che sconfessa la recente uscita dei consiglieri Cinque Stelle: «Non sono in buona fede quando affermano che "il ritrovamento del giugno 2015, come testimoniano oggi gli uffici tecnici comunali, ha riguardato poche schegge trovate sulla superficie del terreno del parco giochi interno alla villa - dice Grillotti -. Tantomeno quando sostengono che “gli uffici si mossero prontamente, mettendo in sicurezza i detriti e incaricando l’Aamps di rimuovere quelli in superficie”».
Secondo Grillotti «non torna l'incongruenza tra quanto si afferma e quello che in realtà accade. «Perchè se si fosse veramente pensato che il problema fosse confinato alla presenza di qualche frammento di materiale confinante amianto in superficie si sarebbe sentita la necessità di chiedere all'impresa di effettuare ulteriori approfondimenti? E se, invece (come risulta evidente dai fatti), si aveva il ragionevole sospetto che il problema fosse ben più esteso di quello all'epoca emerso dai giornali e mai portato all'attenzione del consiglio da questa amministrazione, perché non si sono prese misure idonee a garantire la sicurezza dei bambini, quali quella di interdirne l'accesso, come si è fatto solo di recente?».
L’ex capogruppo M5s accusa l’amministrazione Nogarin di «non aver mai portato i risultati delle analisi all'attenzione dell'opinione pubblica. Perché l'ufficio stampa del comune, all'epoca, non ha ritenuto di informare i cittadini della questione?».
In questo senso attribuisce una responsabilità morale al sindaco e alla sua giunta. «Infastidisce vedere con quanto affanno si cerchi sempre di difendere l'indifendibile», attacca. (g.co.)
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