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il recupero

“Bomba” ai Rex tolta a tempo di record

di Enrico Paradisi
“Bomba” ai Rex tolta a tempo di record

Il nucleo artificieri della Marina militare ha estratto ieri mattina dal fondale il proiettile che poi è stato fatto brillare al largo

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LIVORNO. La “bomba” dei Rex, in realtà era un proiettile da 40 millimetri, è stata fatta brillare ieri verso mezzogiorno, dopo un intervento a tempo di record degli uomini del nucleo Sdai della Marina. Gli artificieri si sono presentati verso le 11 di ieri mattina all’ingresso dello stabilimento balneare che serve i clienti dell’hotel, ma anche 5 - 600 affezionati fruitori livornesi, con il loro furgone. Poi hanno indossato le mute e si sono calati in acqua per disincagliare il residuato bellico, con tutta probabilità risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Hanno lavorato con i loro attrezzi per quarantacinque minuti (sotto lo sguardo incuriosito dei clienti dell’albergo che seguivano le operazioni dalla terrazza dell’ultimo piano) allargando la fessura dello scoglio dove il proiettile era rimasto incastonato lì, su un fondale di un metro dal pelo dell’acqua e a distanza di un tuffo dal trampolino dei Rex forse da una settantina d’anni. Dopo averlo estratto, con il supporto della Capitaneria di porto che intanto era arrivata a prestare assistenza anche via mare con un gommone, si sono imbarcati e in un luogo sicuro al largo della costa lo hanno poi fatto esplodere.

Ad accorgersi dell’ordigno è stato proprio un cliente dell’albergo, con una qualche conoscenza della materia, che venerdì mattina mentre faceva il bagno con la maschera ha riconosciuto immediatamente la sagoma del proiettile incastrato in una fessura di uno scoglio: l’ogiva ancora integra nonostante l’ossidazione, rivolta verso la superficie che fuoriusciva per una decina di centimetri e il bossolo ben incastrato sul fondale di poco più di un metro. Ha quindi avvisato subito il bagnino del ritrovamento che a sua volta ha segnalato il caso a Marcello Ianniciello, titolare dell’hotel e dello stabilimento, che dirige insieme ad Antonio Heusch. «Abbiamo cercato di gestire l’emergenza facendo capire a tutti che ci sarebbe stata la nostra massima disponibilità per cercare di risolvere il problema nel minor tempo possibile - ha spiegato Ianniciello - E ci siamo riusciti grazie all’intervento davvero rapidissimo di capitaneria di porto, Sdai, carabinieri, polizia vigili del fuoco, protezione civile e ufficio demanio del Comune. Ci tengo a ringraziare tutti perché se l’intervento non fosse stato così tempestivo e puntuale poteva portare alla chiusura dell’hotel e alla partenza anticipata dei clienti».

Avvisata dunque la Capitaneria del ritrovamento, si è messo in moto il meccanismo di sicurezza: sono arrivate sul posto tutte le forze coinvolte e l’area è stata subito transennata. «Nel frattempo - racconta ancora Ianniciello - un nostro amico sub Stefano Signorini si è immerso con la sua telecamera Go Pro, e ha realizzato un filmato e alcune foto dell’ordigno (tra cui una di quelle che pubblichiamo) che è stato poi inviato alla Capitaneria la quale ha provveduto a spedirlo agli specialisti della Marina che ne hanno accertato così il tipo e pericolosità e stabilito così la consistenza dell’intervento e della successiva bonifica». Dal materiale fotografico si è potuto stabilire anche la misura di sicurezza da adottare con l’interdizione della zona per 150 metri sia in mare che in terra. Da qui è scaturita l’ordinanza del sindaco che venerdì sera ha chiuso l’accesso ai Rex e alle due spiaggette limitrofe del Corsaro e del Casotto. Grazie alla tempestività dell’intervento alle 12 di ieri il bagno era già riaperto ai clienti senza creare così particolari disagi o danni ai clienti. Anzi c’è pure il tempo di sdrammatizzare: i gestori del ristorante in spiaggia, Michela e Francesco, hanno subito inserito nel menu lo “spaghetto allo scoglio... esplosivo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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