Il Tirreno

Livorno

NON ESISTONO RINNOVI PERPETUI

Il comunicato dei soci/clienti del Tco mi ha lasciato invero interdetto perché, volendolo portare a sintesi, si potrebbe desumere che il motivo per cui l'Authority “deve” preferire in fase di...

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Il comunicato dei soci/clienti del Tco mi ha lasciato invero interdetto perché, volendolo portare a sintesi, si potrebbe desumere che il motivo per cui l'Authority “deve” preferire in fase di comparazione il loro piano industriale rispetto a quello presentato dalla Livorno Terminal Toscano è che i loro clienti, pur di eludere le norme di legge, preferirebbero chiudere le proprie attività piuttosto che consentire un cambio di marcia della concessione.

Tranne in due casi infatti, i soci/clienti del Tco altro non sono che i transitari della merce, cioè la casa di spedizione incaricata dal proprietario della merce. Le imprese di produzione che si servono del porto di Livorno chiedono una struttura moderna efficiente che svolga le operazioni commerciali nel modo migliore e nel più breve tempo possibile. Affermare inoltre, che la concessione è loro e spetta a loro e solo a loro per diritto storico è affermare un qualche cosa che non trova alcun risconto nella vigente giurisprudenza. Tutte le concessioni, arrivate a scadenza, possono essere rinnovate solo attraverso una procedura di comparazione tra tutti gli eventuali soggetti che abbiano manifestato interesse o ne abbiano fatto richiesta.

L'area della Sponda Est, ormeggio 15E, non è ovviamente esente da questa procedura. Siamo in presenza di una concessione a breve in scadenza che non potrà essere rinnovata così com'è perché alcun assentimento concessorio può essere autorizzato o rinnovato in deroga o in disprezzo al Prp, se non attraverso proroghe di brevissima durata (qualche mese) e non ripetibili all'infinito.

La nota del Tco, inoltre, apre, penso involontariamente, una riflessione sulla quale personalmente non avrei mai voluto accendere l'attenzione.

Il pretendere che la loro doppia figura di soci/clienti debba instaurare un diritto perpetuo al rinnovo, sottraendoli a tutte le norme che regolano la vita di tutte le imprese portuali del sistema portuale, potrebbe aprire una discussione sul fatto se siamo o meno in presenza di una iniziativa commerciale che nasconda una sorta di "cartello" tendente ad abusare di una posizione dominante e escludere la concorrenza tra spedizionieri. Riassumo:

a)Non è vero che sia nella disponibilità degli attuali soci del Tco decidere di abbandonare il Porto di Livorno;

b)Non è credibile che messi di fronte alla scelta se mettere in crisi gli approvvigionamenti di materie prime o semplicemente cambiare fornitore, le imprese di produzione proprietarie della merce scelgano la prima soluzione;

c)Non è neppure totalmente credibile che gli attuali clienti/soci rinuncino alla possibilità di continuare i rapporti di lavoro con le industrie danti loro causa, lasciando aperta la porta alla concorrenza, tenuta così faticosamente a distanza per vent’anni;

d)Non è vero che il Piano regolatore portuale preveda la delocalizzazione del Tco dando per scontato un rinnovo perpetuo a questa società. E non è nelle prerogative del Prp occuparsi di concessioni alle imprese;

e)Nel piano industriale della mia società è così testualmente affrontato il problema dei traffici esistenti: “la scrivente si impegna a fornire a tariffe di mercato e di adeguata qualità, i servizi che dovessero esserle richiesti dagli attuali utenti del terminal rinfuse, salvaguardandone la continuità di approvvigionamento strategico delle materie prime e dei traffici in uscita”.

f)Non vi è nel progetto intenzione di limitare o ridurre i traffici alla rinfusa per i quali anzi si prevede di andare alla ricerca di altri importanti spazi con soluzioni logistiche all'avanguardia, per incrementarne lo sviluppo e con esso l'occupazione.

Sui temi di pubblico interesse saremo chiamati a confrontarci dalla Autorità Portuale alla quale, sola, spetta l'ultima parola sulla legittimità delle richieste e sulle procedure di comparazione da seguire.

Mi si consenta una sola ed ultima considerazione di carattere personale. Non provo alcun piacere nel dover competere con la proprietà del TCO e solo adesso capisco quell'amaro in bocca che lascia nei giocatori il battersi per fare gol alla squadra della quale per tanti anni si è stati la bandiera. Ma non sono cambiato io.

Federico Barbera

amministratore unico Livorno Terminal Toscano srl

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