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Corto circuito all’origine dell’inferno

Corto circuito all’origine dell’inferno

La psicosi da attentato svuota il luna park, vetri e detriti come schegge. «Le fiamme si vedevano dalla spiaggia»

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TIRRENIA. «I momenti più difficili ci sono stati dopo l'esplosione della bombola del gpl, ma alla fine non è successo niente di grave, stiamo tutti e tre abbastanza bene», spiega Fabio Vecchiani, uno dei vigili del fuoco di Pisa rimasto lievemente ferito, insieme ai colleghi Riccardo Martini e Michele Barsotti, nell'incendio del camper a Tirrenia. Potrebbe essere stato un problema elettrico – i vigili del fuoco parlano di un corto circuito – a causare l'incendio che ha fatto esplodere, intorno alla mezzanotte dell'altra sera, una bombola di gpl a bordo di un camper in sosta.

I primi sopralluoghi fatti dai pompieri e dai carabinieri fanno pensare che l'origine dolosa possa essere esclusa con un certo margine di certezza. Il fuoco a bordo del camper Fiat si è sviluppato per un corto circuito per poi propagarsi all'interno del veicolo e ad altre auto in sosta che sono rimaste seriamente danneggiate. Il camper in uso a Stefano Polidori era in sosta in via degli Ontani vicino all'abitazione dei Polidori stessi. In seguito alle fiamme sono stati direttamente coinvolti due veicoli, una Fiat 500 di Antonio Crudele e una Toyota Aygo di proprietà di Claudio Favre, medico pisano molto conosciuto, primario di Oncoematologia al Meyer di Firenze. Così come è stato seriamente danneggiato un Fiat Doblo di Giuseppe Crudele.

SCARAVENTATI A TERRA

Durante le operazioni di spegnimento c'è stato uno scoppio. È esplosa una bombola di gpl ma, secondo quanto detto nei primi momenti dell'incidente, forse sul camper c'era anche una seconda bombola del gas. A causa dell'onda d'urto due vigili del fuoco sono stati scaraventati a terra, stando alla ricostruzione dei carabinieri.

Il boato, sentito a centinaia di metri di distanza, ha scatenato il panico e alimentato la psicosi-terrorismo tra le centinaia di turisti: i centralini delle forze di polizia sono stati tempestati dalle telefonate.

«È stato come se fosse esplosa una bomba», dice Favre. «Impressionante: i detriti che sono andati a parecchi metri di altezza. Il camper dopo l'incendio si è spostato di circa 50 metri e così ha coinvolto anche altri mezzi. Mai visto niente di simile: non tanto per l'incendio quanto per quello che è successo dopo l'esplosione della bombola del gas», aggiunge il medico.

«È andata bene, poteva essere una strage». Così dicevano gli abitanti e i villeggianti di via degli Ontani, mentre nella strada c'era un pellegrinaggio di curiosi che, come se si trattasse di un film "noir", fotografavano le macchine bruciate.

PSICOSI ATTENTATO

«Scappiamo, scappiamo: è un attentato», gridava così la gente che si trovava al vicino luna park. È un luogo di divertimento frequentato soprattutto da famiglie con bambini anche molto piccoli: per questo che la paura si è fatta sentire più forte che altrove. «In un minuto si è svuotato tutto il luna park», racconta Antonio Maffi, proprietario del trenino fantasma: «Siamo in mezzo alla pineta, tutti abbiamo temuto che gli alberi potessero prendere fuoco con conseguenze disastrose».

Chi non ha avuto modo di vedere da vicino cosa stesse succedendo ha pensato subito ad un attentato, com'è successo a Domenico Casprini di Prato, in vacanza a Tirrenia. «Ho visto la gente uscire di corsa anche dagli stabilimenti balneari perché le fiamme si vedevano bene anche dalla spiaggia. In tanti hanno avuto paura e per la mente gli è passato il mio stesso pensiero: è un attentato. Qualcuno invece, ha ricevuto qualche telefonata da amici che abitano un po' più distanti dal centro di Tirrenia. Perché, ad un certo punto, dopo il boato che è stato avvertito per tutto il paese, si sentivano continuamente le sirene dei mezzi di soccorso».

Cristian Mazzaro lavora al ristorante Piropo che si trova nella via dell’esplosione: «Mi ha subito telefonato un mio amico che lavora in un altro locale sulla Pisorno chiedendomi se c'era stato un attentato».

«HA TREMATO TUTTO»

«Anch'io sono stata chiamata da un mio amico che abita sulla Pisorno – dice Lucia Gelormino, titolare dell'enoteca La Farmacia dei Sani all’angolo – mi ha chiesto se c'era stato un attentano, anche perché, quando il camper è scoppiato, qui dentro è tremato tutto e tutti sono scappati».

Grazia Fogli viene in vacanza a Tirrenia dal '75 ricorda di aver sentito rumori strani: «Siccome qualche sera fa ci hanno rubato le biciclette da dentro il giardino ho detto: "Ci risiamo". Sono uscita perché ho sentito qualche scoppio e prima ho visto la Fiat 500 che stava bruciando e poi il camper, che ha cominciato a muoversi, sembrava un palla di fuoco gigantesca».

«Mio figlio – racconta invece Sirio Cappelli, che da qualche anno, come il figlio, viene in vacanza a Tirrenia - ha avuto una grande prontezza di spirito: lui e la moglie hanno preso le bambine in braccio ancora addormentate e sono usciti di corsa». Alessandro Berlotti abita nel condominio danneggiato e ripete che non sa com'è accaduto che sia rimasto illeso: «Il camper è esploso mentre mi trovavo sulle scale. I vetri sono andati in frantumi e lo spostamento d'aria mi ha sbattuto contro il muro, ma non sono stato colpito nemmeno da una scheggia di vetro. Un miracolo».

«Io li conosco bene i proprietari del camper, – afferma Lucia Gelormino, proprietaria dell'enoteca La Farmacia dei Sani in via degli Ontani - l'hanno sempre tenuto bene. All'inizio si sentiva scoppiettare, siamo usciti fuori. Lo scoppio c'è stato all'arrivo dei vigili del fuoco».

«QUESTO È L’ISIS...»

Anche la coppia proprietaria della gelateria Belvedere sotto l'hotel Continental, non sapeva cosa pensare. «Sentivo odore di bruciato già da un po' – dice Mauro Paolinelli – e mi sono messo a controllare tutta l'attrezzatura perché pensavo che qualcosa fosse andato in corto circuito: all’improvviso poi abbiamo sentito un forte boato. Ho visto una grande fiammata e ho pensato che fosse scoppiata una bombola di gas nella cucina di uno dei ristoranti che si trovano in quella strada, mia moglie invece immediatamente ha cominciato a dire che si trattava di una bomba. L’ha pensato anche un cliente e ha detto: “Questo è l'Isis”. Poi è cominciata ad arrivare la cenere».

Sabrina Chiellini

Donatella Lascar

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di Redazione web