Il Tirreno

Livorno

«Col Pd stipendi da 400mila euro». Ma i dirigenti smentiscono Nogarin

di Giulio Corsi
«Col Pd stipendi da 400mila euro». Ma i dirigenti smentiscono Nogarin

Il sindaco racconta al Corriere della Sera: «In Comune ho trovato compensi immorali e li ho tagliati». Ma le retribuzioni sono rimaste immutate da Cosimi ai Cinque Stelle attorno ai 90mila euro l’anno

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LIVORNO. Il ritorno sulla ribalta nazionale di Filippo Nogarin, dopo che i fari della politica per qualche mese si erano spenti su Livorno, concentrati giorno e notte sulle debuttanti Raggi e Appendino, ha l’effetto deflagrante di una bomba.

La faccia di Nogarin apre le cronache politiche del Corriere della Sera e con un’intervista in pieno stile grillino, il sindaco livornese sferra il suo attacco a muso duro «alle logiche di potere, dunque al Pd» in nome della purezza rivoluzionaria 5 Stelle.

Il titolo è esplosivo e per un giorno spazza via, quasi supera tutte le polemiche sui costi della macchina amministrativa che stanno agitando le ore in Campidoglio della collega di movimento Raggi.

«Immorali certi stipendi dei dirigenti comunali, a Livorno li ho tagliati», dice Nogarin.

Poi entra nel dettaglio: «Quando mi sono insediato, in una città con oltre 25mila disoccupati, ho trovato contratti da 400mila euro. Era una situazione immorale perpetrata dalla passata giunta e ho provveduto con tagli compatibili con le disposizione legislative. Penso che i cittadini abbiano apprezzato».

In realtà i cittadini non se ne sono accorti perché il fatto non è mai accaduto.

400mila euro, dice Nogarin. Chi non è di Livorno, o non conosce il funzionamento della pubblica amministrazione, probabilmente potrebbe crederci e indignarsi. Invece non è vero. Nessuno in Comune, a Livorno o nelle partecipate, ha mai guadagnato quella cifra, né ci si è avvicinato lontanamente.

Neanche Angelo Rosi, ex amministratore di Aamps: ne prendeva tanti, 230mila, il suo caso è finito tre anni fa all’attenzione del Mef e della Corte dei Conti. Ma non è a lui che Nogarin si riferiva, visto che Rosi interruppe il suo rapporto con Aamps a inizio 2013, in piena era Cosimi e non è mai passato sotto le cesoie della moralità nogariniana.

L’uscita del sindaco, a chi lo conosce, ricorda un po’ la battuta a cui si lasciò andare poco dopo essersi insediato, parlando di stipendi con alcuni lavoratori di Aamps: «Da ingegnere guadagnavo quanto volevo, da sindaco prendo meno di un vigile urbano».

Stavolta però la frase Nogarin non la dice al bar, ma sul Corriere della Sera.

E non c’è da stupirsi se ieri mattina, dopo aver aperto il giornale, i primi a saltare dalla sedia sono stati proprio loro, i dirigenti comunali.

«Siamo basiti», dice Alessandro Parlanti, capo dell'ufficio entrate del Comune e rappresentante sindacale dei dirigenti di Palazzo civico. «Ci siamo sentiti subito tra di noi e non nascondo che inizialmente c’era molta irritazione. Poi però ci è venuto da ridere. Qui nessuno ha mai guadagnato 400mila euro, forse in quattro anni. Probabilmente il sindaco si riferiva ad altro».

Parlanti preferisce evitare polemiche. «Voglio interpretare quel titolo sull'immoralità degli stipendi dei dirigenti comunali di Livorno come una forzatura giornalistica. D'altra parte col sindaco non ci sono mai stati contrasti», dice, sorvolando però sulla recente uscita di Nogarin che aveva accusato i dirigenti di aver sbagliato le valutazioni del personale e sull’accusa più volte rilanciata dal sindaco alla parte tecnica del Comune di voler comandare su quella politica.

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GLI STESSI STIPENDI DELL’ERA COSIMI. «C'è un contratto nazionale che fissa gli stipendi dei dirigenti - spiega Parlanti -. Noi guadagniamo oggi quello che guadagnavamo con l'amministrazione Cosimi. Lo stipendio tabellare si aggira attorno ai 43mila euro l'anno, poi c'è la posizione lorda, che all’incirca raddoppia la cifra. Infine il risultato che varia di anno in anno: da lì non si scappa. Non è che un sindaco può aumentare o diminuire la cifra a suo piacimento».

In realtà un sindaco può dire no a richieste di aumento: come fece l’allora presidente della Provincia Giorgio Kutufà nel 2011, che bloccò il fondo dirigenti che chiedevano più gratificazioni economiche. Ma niente di più.

3400 EURO AL MESE NETTI. Quanto guadagna insomma un dirigente del Comune? Il totale delle tre voci si aggira tra gli 85mila euro e i 110mila lordi.

«Attenzione però - mette le mani avanti Parlanti -. Su 90mila euro di retribuzione lorda annua, un dirigente prende 3300-3400 euro netti al mese in busta paga».

Un esempio può far chiarezza su come la situazione sia rimasta cristallizzata dall’era Cosimi a quella Nogarin. Prendiamo lo stipendio di Parlanti: la sua retribuzione 2016 sarà di 84.811 euro lordi (43.311 più 41.500) a cui andrà aggiunta la produttività 2015 che ancora non è stata calcolata e non appare sul sito del Comune. Nel 2011 le due voci erano quasi identiche, anzi un po’ più basse: 43.310 e 38.408. Nel 2014 idem 43.100 e 41.500.

SALONIA, ASCIONE E MALTINTI. Il record nell’ultimo anno di Cosimi (redditi 2013) fu quello di Antonio Salonia che allora cumulava le cariche di segretario generale e direttore: 156mila euro (premi compresi). Meno però degli oltre 220mila complessivi percepiti l’anno scorso dal segretario Ascione e dal dg Maltinti.

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