Il Tirreno

Livorno

Per il Comune l’ippodromo è ok Alfea pronta a tornare dal giudice

di Giulio Corsi
Per il Comune l’ippodromo è ok Alfea pronta a tornare dal giudice

L’amministrazione fissa al 24 agosto la firma della convenzione, ma la società pisana non si presenterà Il nodo è lo stato d’abbandono dell’impianto. Bracci Torsi: «L’accordo prevede che sia tutto agibile»

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LIVORNO. “L’ippodromo è tornato nella disponibilità del Comune, ora può partire la concessione. Siete convocati mercoledì 24 agosto per la firma”. E’, in sintesi, il contenuto della lettera inviata venerdì scorso via Pec dall’amministrazione Nogarin ad Alfea.

La comunicazione però non è stata gradita alla società che gestisce San Rossore. La quale, come avevamo scritto a inizio agosto, aveva intimato al Comune la consegna dell'impianto con una serie di certificazioni e con l'idoneità, concedendo un tempo limite di 15 giorni.

Da palazzo civico invece delle certificazioni è arrivato soltanto un documento in cui si dà la situazione del Caprilli per risolta, sottolineando che fino al 26 dicembre dell’anno scorso in via dei Pensieri si è corso, che la struttura era fruibile ai cittadini e si sono pure registrate importanti giocate e che dunque in questi pochi mesi l’ippodromo non può essersi deteriorato in maniera irreversibile. Nella lettera il Comune fissa addirittura la data per il passaggio del Caprilli nelle mani della società pisana.

Il risultato è che difficilmente il 24 agosto i vertici di Alfea verranno a Livorno, ma probabilmente la questione finirà per l’ennesima volta davanti ad un giudice.

Proprio stamani da San Rossore partirà la risposta preparata dagli avvocati della società. «Ormai è una questione tra legali», dice il presidente di Alfea Cosimo Bracci Torsi. Che non vorrebbe aggiungere di più ma parlando col cronista non riesce a trattenersi da un commento che disegna perfettamente l’umore di Alfea anche in merito agli ultimi sviluppi: «La situazione sta andando avanti in maniera ridicola».

SALTA LA STAGIONE INVERNALE. A meno di inattesi sviluppi nelle prossime ore, siamo insomma di fronte all’ennesimo scontro tra Comune di Livorno e Alfea. Un risultato sembra già garantito: si allungheranno ancora i tempi di una soluzione e tramonteranno definitivamente le residue, già scarse possibilità, di una mini-stagione invernale (che tra l’altro l’anno scorso aveva dimostrato di rappresentare una bella risorsa per il Caprilli).

STRUTTURA NON AGIBILE. Il nodo, come noto, sono le condizioni dell’ippodromo, che giorno dopo giorno, dal 26 dicembre 2015 quando si corse per l’ultima volta sotto la gestione di Livorno Galoppo, sono andate peggiorando con l’abbandono della struttura da parte del Comune che ne è proprietario.

L’amministrazione ha ribadito l’impegno a farsi carico di riparare il guasto alla cabina elettrica di via Randaccio e al cavo di distribuzione che collega la stessa cabina con quella di villa Letizia, per un ammontare di circa 90mila euro. Ma non basta: secondo la concessione trentennale riconosciuta dal Tar, «l’impianto deve essere agibile», ricorda lo stesso Bracci Torsi. E oggi il Caprilli non lo è neanche lontanamente, sebbene il Comune sostenga che la situazione non è così drammatica.

ABBANDONO LETALE. Paradossalmente è un circolo vizioso, da cui è difficile uscire e in cui le responsabilità della proprietà sono comunque evidenti: lo stato di abbandono in cui la struttura è stata lasciata - denunciata più volte anche dal Tirreno - ha aggravato ulteriormente la situazione, rendendo sempre più onerosa la consegna ad Alfea.

L’ultimo episodio, registratosi appena due giorni fa, con l’ennesimo danneggiamento della cabina elettrica e di una serie di pozzetti da cui sono stati strappati i cavi di rame da parte di ladri-vandali, ha creato un danno che ammonta secondo le prime stime a oltre 50mila euro. La domanda è: chi pagherà?

Difficile che Alfea accetti di accollarsi le spese, che finiranno per cadere sul Comune, dunque sui cittadini. Così come sarà il Comune a dover riportare l’ippodromo quantomeno alle condizioni di agibilità in cui era il 26 dicembre 2015.

E SE ALFEA CHIEDE I DANNI? Il rischio ulteriore è che Alfea, forte proprio dell’ultima sentenza del Tar, chieda i danni dell’abbandono in cui il Caprilli è stato lasciato negli ultimi otto mesi, abbandono che ne ha reso impossibile l’utilizzo.

C’è anche chi - malignamente - sostiene che Alfea non abbia alcuna intenzione di prendersi l’ippodromo livornese. Ma se anche questa teoria avesse un fondamento, l’abbandono in cui versa l’impianto ardenzino farebbe comunque il gioco della società pisana, dandole una scusa per non prendersi in carico l’ippodromo. Il risultato comunque non cambierebbe: le luci resterebbero spente e l’erba continuerebbe a crescere in uno degli ippodromi più antichi e gloriosi d’Italia.

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