Il dolore
«Il Caprilli è una risorsa per il territorio»
Il sindaco di Montecatini rilancia il gemellaggio. «Bisogna pensare all’ippica come lavoro e turismo»
LIVORNO. «Dico solo una cosa: il viale d'ingresso di San Siro si chiama viale Caprilli». Il sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi, primario di radiologia all’ospedale di Pescia, eletto con una lista civica di centrosinistra appoggiata anche dal Pd, appassionato di cavalli e qualche volta in sulky, rilancia la dichiarazione rilasciata durante lo show del centenario del Sesana che ha visto nell’ippodromo di Montecatini oltre 10mila persone.
«Un'uscita d'entusiasmo di un romantico - prova a mettere le mani avanti -. Ma io mi chiedo: come si fa a non trovare una soluzione per un ippodromo che riesce a mettere insieme due, tremila persone due volte a settimana nelle sere d’estate? Livorno non lo merita».
Un’idea Bellandi ce l’ha: «Penso a un gemellaggio tra Livorno e Montecatini, a poter fare qualcosa insieme con due contenitori diversi, che vivono d’estate soprattutto. Mi danno tutti del matto, perché è chiaro che prima di tutto bisogna parlare in termini di risorse, che nell’ippica sono sempre meno. Ma se mettiamo ad un tavolo i tecnici e li sosteniamo con la politica, tutto si può fare».
Bellandi sa bene che la situazione del Sesana e quella del Caprilli sono diverse: a Montecatini l’ippodromo è di proprietà della Trenno (gruppo Snai), a Livorno del Comune.
«Spesso noi sindaci non abbiamo i soldi neanche per rifare le strade - riflette - ed è chiaro che riaprire un ippodromo può non essere la priorità. Ma se iniziamo a guardare all'ippica come a una risorsa per il territorio le cose cambiano. Dopo le terme qui le corse dei cavalli erano la seconda azienda della città. Devo ringraziare la Trenno che ci ha creduto tra mille difficoltà e ora tiene duro. Credo che a Livorno possa accadere lo stesso. L’Ardenza è un simbolo di Livorno, ma è anche un luogo di aggregazione, una festa d’estate per la città. Ho ben impresse le notti al Caprilli con le luci accese: quale cartolina migliore per promuovere Livorno? L’ippodromo non è solo gioco, anzi il gioco è residuale e lo sarà sempre di più: è cultura, è sport ma è anche lavoro, un indotto nobile, dall'agricoltura al mondo dei cavalli. Ecco perché bisogna provare, politici e tecnici, a trovare una soluzione».(g.c.)
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