Gioco
I commercianti del Mercato infuriati: «Irrispettose quelle multe»
Gli esercenti bocciano la sperimentazione dell’orario prolungato del venerdì «Troppo bassa l’affluenza di clienti, a stare aperti fino alle 19 ci rimettiamo»
LIVORNO. Non si placa il polverone sollevato due giorni fa, con la decisione di multare gli esercenti del Mercato centrale che il pomeriggio del 20 maggio scorso sono stati trovati chiusi, nonostante la delibera di giunta che prevedeva l’orario di apertura esteso, in via sperimentale, dalle 7 alle 19 (con facoltà di pausa pranzo dalle 14 alle 15.30) dal mese di novembre al 31 maggio 2016. «Siamo indignati per come ci sta trattando il Comune e per le multe che ci hanno fatto», dice Francesco Verucci della storica norcineria: «Non ci ripaghiamo nemmeno le spese a stare aperti il venerdì, ma quello che ci preoccupa è quello che verrà. E’ umanamente possibile stare aperti dalle 5 della mattina fino alle 7 di sera?».
Per la maggioranza dei commercianti - come aveva già spiegato Matteo Ferrandino, presidente del consorzio del mercato - il provvedimento è da bocciare: non va bene l’apertura obbligatoria e non è sufficiente aprire il pomeriggio perché non c’è stata una risposta da parte del pubblico adeguata. Difficile cambiare le abitudini della clientela da anni affezionati all’apertura solo mattutina. Al momento in cui è arrivato il controllo più approfondito, dal quale sono scaturite le 49 multe, mancavano neanche due settimane alla fine della sperimentazione e i commercianti - dicono - avevano già comunicato all’amministrazione che l’apertura pomeridiana non funzionava, e che per questo molti esercenti avevano manifestato l’intenzione di non aprire più.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13977448:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/08/18/news/chiusi-il-venerdi-pomeriggio-multati-49-banchi-del-mercato-centrale-1.13977448]]
Una decina di giorni fa, a seguito di un’assemblea dei commercianti del mercato, un centinaio le persone presenti (i banchi sono 130), con alla base l’intenzione di mettersi a un tavolo insieme all’amministrazione comunale per risolvere le problematiche e dare il via a un progetto definitivo che veda il coinvolgimento degli esercenti, è scaturito un documento in cui è emersa una posizione chiara: mantenendo inalterate le varie criticità del mercato, come raggiungibilità e i parcheggi, la disponibilità alle aperture pomeridiane previste in delibera è venuta meno. Per alcuni infatti non ha senso riaprire il pomeriggio, se non vengono cambiate le cose, perché «servirebbe una progettualità forte per pubblicizzare il centro della città e di conseguenza il Mercato».
Qualcuno suggerisce addirittura la riapertura di piazza Cavour, perché a detta loro il parcheggio Odeon non funzionerebbe per chi fa la spesa in via Buontalenti, oppure propone iniziative promozionali sui bus per indirizzare i clienti al Mercato, con giornate ed eventi a tema capaci di attrarre una clientela diversa da quella abituale. Per altri è stato un grosso errore, aver tolto 42 posti ai motorini istituendo la zona pedonale di via Buontalenti, mentre c’è chi sarebbe d’accordo ad un eventuale prolungamento di orario, quando e se saranno realizzati i lavori di ampliamento degli spazi vuoti del seminterrato e del primo piano. Per Mauro Palandri, dal 1967 gestisce l’omonima macelleria all’interno del salone principale, «secondo quali prodotti si commerciano, non quelli freschi e deperibili, le aperture pomeridiane possono anche andare bene, così come vanno bene sotto le feste, ma durante il resto dell’anno è assurdo». «Ci abbiamo provato - conclude - ma non c’è stata affluenza di pubblico».
Oltre alle tipologie merceologiche («se finisco le verdure come faccio a rimanere aperto?» si chiede il titolare di un banco un ortofrutta), e la scarsa affluenza del pomeriggio c’è il problema della tipologia degli esercenti: in gran parte si tratta di aziende a conduzione familiare che iniziano l’attività alle prime ore del mattino e per le quali imporre un orario che arriva fino alla sera è impensabile. «Noi aperti il venerdì pomeriggio per incassare 5 euro non ci stiamo», dice Gigi della storica polleria aperta dal ’56 . «Abbiamo fatto un tentativo, e se si lavorasse staremmo aperti di certo, ma non è andata così. A noi piace lavorare, ma se si lavora». Stesso pensiero di Massimo Voliani, della pescheria vicina: «Tenere aperti il venerdì pomeriggio è una rimessa, e non mi puoi obbligare a stare aperto 15 ore, è disumano». Samantha Dodoli, ha il market degli animali, e due figlie piccole a casa da seguire: «Se volevo un negozio per stare aperta tutto il giorno - dice - lo avrei preso fuori. Ho sempre aperto il venerdì, ma per fare pochi spiccioli non vale la pena». Le fa eco Elena Chiocchi della “piccola panetteria”di fronte:«Pensano che questo sia un centro commerciale, dove ogni 4 ore c’è ricambio di personale, ma non lo è. Qui i clienti vengono per abitudine e non c’è ricambio generazionale. Se ero stata sempre contraria alle aperture al pomeriggio, ora sono contrarissima».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
