Gioco
Cagnolina ricoverata dopo aver mangiato un boccone avvelenato
L’episodio nel parco di via Orlandi: "Circe" era in pericolo di vita, ma ora sta meglio
LIVORNO. Una mattinata in mezzo al verde, a pochi passi da casa, si è trasformata in un incubo. E ora la cagnolina Circe, un incrocio tra un Bracco e un Pointer, è ricoverata dopo aver mangiato un boccone avvelenato, quasi sicuramente una polpetta. È successo in una delle due aree recintate e riservate ai cani in via Beppe Orlandi, nel parco di Villa Lloyd, dove adesso c’è grande preoccupazione fra tutte le persone che frequentano quella zona con i loro amici a quattro zampe.
Intorno alle 8 di giovedì 18 agosto, Michele ha portato la sua Circe in via Orlandi. «Io sono nato a Livorno ma non abito qui per motivi di lavoro - racconta il padrone - sono tornato solo per le vacanze e nell’ultima settimana, visto che quelle aree sono vicine a casa, ho portato la mia cagnolina in quel parco. Ma purtroppo stamani (giovedì mattina, ndr) ha mangiato qualcosa di tossico, molto probabilmente una polpetta avvelenata, e si è sentita male».
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Prima qualche sintomo e tanta paura, poi la corsa dal veterinario, dove le analisi e gli esami hanno riscontrato tracce di veleno, confermando la prima ipotesi e quindi la gravità della situazione. Era in pericolo di vita, ma per fortuna le sue condizioni sono migliorate nelle ultime ore. «Grazie a un cane donatore - continua Michele - sono state fatte due trasfusioni di sangue, il veterinario ha fatto il massimo per salvarle la vita e fortunatamente le cose si stanno sistemando. Dovrà seguire una lunga terapia, ma adesso siamo più tranquilli».
Si tratta dell’ennesimo caso del genere, dell’ennesimo atto di crudeltà verso gli animali. E adesso, insieme al dolore, subentra anche la rabbia per il gesto. «Ma come si può fare una cosa del genere?», si chiede Michele, che ha segnalato subito l’episodio ai carabinieri e ha cercato di spargere la voce nel quartiere per evitare un altro caso. «E alla fine quella polpetta ci è costata anche mille euro per le cure...».
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