Gioco
Montecatini in campo per il Caprilli fra i due contendenti
Il sindaco della città termale fa capolino nel duello sognando un’alleanza fra il Sesana e l’impianto labronico
LIVORNO. Sul ring del caso Caprilli – l’ippodromo rimasto escluso dal circuito delle corse dopo più di un secolo – adesso sale anche Montecatini: quasi una sorta di terzo incomodo nello scontro che sotto gli occhi del Comune, proprietario dell’impianto, vede contrapposte la società ippica pisana Alfea e la Livorno Galoppo nata dall’alleanza fra la Topeeka srl e la società Dioscuri della famiglia Botti, una tra le più importanti del galoppo.
La novità sta nelle dichiarazioni del sindaco montecatinese Giuseppe Bellandi, 60 anni, alla guida di una giunta di centrosinistra, primario di radiologia all’ospedale di Pescia e grande appassionato di ippica (e qualche volta in sulky con entusiasmo). All’indomani del centenario-show dell’ippodromo montecatinese con 10mila presenze, di fronte al taccuino del cronista del Tirreno lancia una proposta: un gemellaggio operativo tra l’ippodromo di Montecatini e quello di Livorno. Sia per quanto riguarda le corse, ma anche per gli eventi.
«Per me, che sono anche un appassionato, vedere il Sesana pieno all'inverosimile di pubblico mi ha riempito il cuore di gioia - sottolinea Bellandi - e in questo senso mi auguro che riapra al più presto l’ippodromo Caprilli di Livorno, chiuso all’inizio di questa stagione estiva. Se si verificasse questa eventualità sto pensando anche a proporre un gemellaggio tra l'ippodromo di Montecatini e l'impianto labronico. C'è voglia di reagire alle difficoltà e questo vale sia per l'ippica come per le nostre terme».
Potrebbe trattarsi di un semplice auspicio destinato a non tradursi in atti concreti, ma non va dimenticato che il Sesana, l’ippodromo di Montecatini, è di proprietà della società Trenno che appartiene al gruppo Snai (fondata dall’imprenditore livornese Maurizio Ughi, ora in mano all’Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi e alla Palladio Finanziaria). Prove tecniche di inserimento all’interno della complessa trattativa al tavolo a tre che vede Comune, Alfea e Livorno Galoppo?
Le carte per adesso sono coperte: sta di fatto che la chiusura di un ippodromo del rango di quello di Livorno non passa davvero sotto silenzio nel mondo degli appassionati del settore. Ma questa non è solo una pista da 1.250 metri: è anche un’area di 180mila metri quadri in una delle zone più belle del lungomare, a ridosso di villa Letizia del principe Stanislao Poniatowski (e del verde in abbandono della Ceschina, per il quale non sono mancate ipotesi come quella di realizzarvi un parco giochi).
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