La protesta
«Addio Lorenzo, per sempre numero 1»
Un migliaio di persone si sono strette intorno alla famiglia del diciottenne scomparso sull’Aurelia
MARINA DI PISA. Sono accorsi in più di un migliaio ieri a dare l'ultimo saluto al diciottenne Lorenzo Ravagni, tragicamente scomparso il 15 agosto per un incidente stradale. Durante la funzione, così come nella piazza fuori dalla chiesa piena di gente e per tutto il corteo che ha sfilato prima in via Maiorca e poi sul lungomare, ha regnato un silenzio dove il dolore faceva rumore.
I Picchieri del Gioco del Ponte dei quali da poco faceva parte anche Lorenzo, per tutto il tempo della funzione l'hanno omaggiato stando in posa vicino a lui e mettendogli sulla bara i suo elmo. Un gruppo di amici invece, prima dell'inizio della celebrazione funebre, per terra, davanti alla panca dove sedeva la famiglia, hanno disteso uno striscione con scritto: «Per sempre numero 1». A fare da cornice alla bara i cuscini di fiori dei nonni, degli zii e di tanti altri ma niente di eccessivo, sempre e solo grande sobrietà. Ieri, la famiglia di Lorenzo, ha dato prova di grande coraggio, dignità, compostezza e di affettuosità sia tra loro che con gli amici del figlio malgrado la sofferenza fosse visibile sui loro volti segnati in modo innaturale. Vicino alla famiglia c'era anche Chiara, la fidanzata di Lorenzo con un aria smarrita, mentre molti degli amici non riuscivano a trattenere le lacrime. Lacrime per una morte assurda e così prematura che ha fatto capire loro che la gioventù non rende immortali. A celebrare la funzione e' stato don Alì, amico di Lorenzo e della famiglia che durante l'omelia ha fatto trasparire la sua commozione. «Lui fisicamente non lo vedremo più e sarà più difficile esprimere con i gesti l'affetto quotidiano - ha detto -, ma questa presenza assenza, alberga nel cuore e va al di là di ogni barriera».
In chiesa c'erano anche il vicesindaco Paolo Ghezzi e la consigliera comunale Maria Chiara De Neri con entrambi la fascia tricolore, che in un momento della messa sono andati a dimostrare la loro vicinanza alla famiglia. I volontari della Pubblica assistenza , per tutto il tempo della funzione e una volta fuori, anche vicino al carro funebre, hanno tenuto lo stendardo della Palp con sopra un drappo nero in segno di lutto. All'uscita dalla chiesa la bara è passata attraverso i Picchetti del Gioco del Ponte ed è partito un applauso lungo e intenso. Poco dopo anche i genitori si sono affacciati fuori dalla chiesa ed e' partito un altro applauso. «Non perché era mio figlio - ha detto con il dolore nella voce il padre Luca -, ma Lorenzo era un bimbo buono». Tutti hanno ribadito l'appaluso cercando di incoraggiarlo e ha concluso: «Lorenzo ci voleva forti e noi lo saremo anche per la piccolina».
Tra la folla, fuori della chiesa qualcuno degli amici ha alzato uno striscione: «Per sempre con noi oltre ogni limite». Piano piano il carro funebre si e' mosso ed è passato in mezzo ad un paese che per due ore si e' fermato. Chi non e' potuto andare in chiesa ha aspettato il passaggio del feretro sulla porta di casa mentre, i negozianti, davanti alle porte dei loro negozi chiusi per lutto cittadino.
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