Gioco
Tir pirata sulla Fi-Pi-Li, spunta un testimone: «L’ho visto scappare dopo l'incidente»
Livorno, l’automobilista che ha assistito alla tragedia in cui ha perso la vita Daniele Lubrano: "Prima di fuggire è sceso e mi ha detto di chiamare i soccorsi, credo fosse straniero"
LIVORNO. «Dopo l’incidente il camionista ha accostato, è sceso dal tir, mi ha fatto capire che voleva che chiamassi i soccorsi, ma prima che potessi prendere la targa è risalito a bordo e si è allontanato». Spunta un testimone del tragico incidente avvenuto intorno alle 16 di venerdì 12 agosto lungo la Fi-Pi-Li, nei pressi dell’uscita Interporto Ovest, e a causa del quale il giorno seguente ha perso la vita Daniele Lubrano: 41 anni, operaio livornese, due figlie e un matrimonio già programmato per il 5 settembre con Tiziana, la compagna di una vita.
Si tratta dell’automobilista che seguiva a distanza di poche decine di metri il camion “pirata” e che dunque ha assistito allo schianto prima di fermarsi a sua volta e allertare il 118. La testimonianza è stata definita «preziosissima» dagli investigatori della polstrada di Lucca, coordinati dal pubblico ministero Daniele Rosa che ha aperto un fascicolo per omissione di soccorso, non ritenendo al momento di contestare l’omicidio colposo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13971938:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/08/16/news/camion-pirata-la-moglie-di-daniele-lubrano-morto-in-fi-pi-li-venite-in-moto-a-salutarlo-1.13971938]]
«Il primo reato - spiega l’avvocato Massimo Manfredini che cura gli interessi della famiglia della vittima - è anche più grave rispetto al secondo. In ogni caso abbiamo la massima fiducia nella Procura affinché ricostruisca la dinamica esatta e identifichi il conducente affinché si assuma le proprie responsabilità».
Agli occhi degli inquirenti il racconto del testimone è importante per due ragioni. La prima è che l’automobilista ha descritto la dinamica della tragedia, che nei momenti successivi era invece costellata di dubbi. E soprattutto, e questa è la seconda, ha raccontato quello che è avvenuto nei momenti che sono seguiti all’urto, confermando la fuga del camionista e dando sia una descrizione del conducente che del mezzo pensate sul quale viaggiava.
Per quello che riguarda la dinamica, l’automobilista ha spiegato che il mezzo pesante stava viaggiando lungo la Fi-Pi-Li in direzione di Livorno nella propria corsia di marcia, mentre il quarantunenne si stava immettendo sulla strada di grande comunicazione dal cavalcavia.
Quando “Sorriso”, così era soprannominata la vittima, stava per entrare sulla Fi-Pi-Li, deve essersi accorto dell’arrivo del camion, che prima forse non aveva notato. A quel punto avrebbe tentato di frenare senza però riuscire a controllare la moto. L’urto e le ferite sono la conseguenza diretta di questa manovra. Anche se la polstrada sta cercando di capire, attraverso alcuni rilievi, se il motociclista sia stato o meno investito dal tir.
Più chiaro quello che è avvenuto poco dopo, nei pressi dell’uscita Interporto. Il camionista secondo quanto ha raccontato l’automobilista, si è fermato qualche decina di metri più avanti, è sceso, e ha raggiunto il conducente dell’auto che a sua volta si era fermato.
«Mi ha fatto dei cenni come per dirmi di chiamare i soccorsi, ecco perché credo fosse straniero», ha spiegato. Il tempo di digitare il numero del 118 e il tir si era allontanato. E da allora sembra essere sparito, nonostante la polstrada da venerdì stia cercando il camion fantasma nelle immagini registrate dalle telecamere lungo la Fi-Pi-Li.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

