Sicurezza
«Sono infermiera e ho capito subito»
Lo straziante dolore di mamma Denise (che lavora a neurochirurgia a Pisa). Oggi i funerali per l’ultimo abbraccio
TIRRENIA. Ferragosto, giornata di festa per tutti, ma Marina e Tirrenia si sono vestite a lutto per la morte del diciottenne Lorenzo Ravagni. E oggi il corteo funebre che accompagnerà il giovane fino alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Marina di Pisa, dove alle 15.30 si terrà il funerale, passerà sul lungomare, il luogo più bello di tutto il litorale pisano, come omaggio alla sua giovane vita spezzata e al suo animo gentile. E i commercianti di Marina di Pisa chiuderanno dalle 15 alle 16 in segno di lutto.
La notizia della tragedia si è diffusa velocemente tra gli abitanti e i vari negozianti del litorale, dove il padre, Luca Ravagni, è titolare di due cartolerie (“Il birillo”), una a Tirrenia e una a Marina. La gente entrava nei negozi e chiedeva: «Ma è vero?».
Ovunque, si respirava incredulità, sconcerto e profondo dolore per la prematura scomparsa di questo ragazzo pieno di vita e amato da tutti. Proprio per questo la madre, Denise Pianu, ieri mattina uscendo dalla cappella mortuaria dell'ospedale di Livorno dove si trovava Lorenzo, rivolgendosi ai parenti venuti a dare conforto a lei e a tutta la famiglia ha detto: «Vorrei che il feretro venisse coperto in modo che tutti lo ricordino pieno di vita com'era e non in questo modo».
«Ci hanno chiamato i ragazzi che erano in macchina con lui al momento dell'incidente e da come ci hanno descritto le sue condizioni, – racconta la madre chiusa in un dolore composto – mi sono subito immaginata quale potesse essere l'epilogo, perché io lavoro come infermiera a Pisa nel reparto di Neurochirurgia. Devo dire che sia al pronto soccorso che nel reparto di rianimazione, sono stati eccezionali».
«Me l'hanno trattato come un principino», ha aggiunto il padre.
L’ULTIMA SCELTA GENEROSA
Dopo una notte passata nell’angoscia, con la speranza legata ad un filo che il figlio tanto amato potesse ancora farcela, nella mattinata di lunedì è arrivata la notizia che ormai non c'era più nulla da fare. Allora i genitori hanno compiuto un ultimo grande gesto di generosità decidendo di donare i suoi organi.
«Abbiamo preso questa decisione insieme - sottolinea il padre Luca con la voce rotta dal pianto - perché noi facciamo tutto insieme, perché siamo una famiglia anche se ora siamo morti dentro».
«Lorenzo adorava tutta la sua famiglia», ricorda la madre: «Era legatissimo a tutti e quattro i suoi nonni – afferma – e anche ad una biscugina di Luca e soprattutto alla sorellina, che lui chiamava “cocchina” e della quale aveva scelto il nome alla nascita. Anche lei è rimasta con noi in ospedale tutta la notte ad aspettare, perché non voleva lasciare il fratello».
IL VIA-VAI DEGLI AMICI
A celebrare la funzione sarà don Alì con cui Lorenzo era molto amico e che lo avrebbe cresimato proprio quest'anno. Alla camera mortuaria è stato un continuo via-vai di gente, dalle maestre delle elementari a personaggi di rilievo per la città pisana, come il vicesindaco Paolo Ghezzi, il presidente di Confesercenti Antonio Veronese e anche la presidente del Centro Commerciale Naturale di Marina di Pisa Simona Rindi. Confermato l'evento Festivalmar di questa sera in piazza Viviani a Marina di Pisa, organizzato da Confcommercio. Inizialmente sia gli organizzatori che l'amministrazione comunale avevano valutato la possibilità di sospendere l'iniziativa in segno di rispetto, dato che si sarebbe svolta proprio nel giorno dell'ultimo saluto a Lorenzo, ma la famiglia ha ribadito al vicesindaco pisano Ghezzi quello che avevano già detto in precedenza a Fabrizio Fontani di Confcommercio: «No, assolutamente, la vita deve andare avanti».
Così hanno risposto Denise e Luca rispecchiando quello che era un po' il motto del figlio, non a caso i due negozi sono rimasti aperti anche in questi giorni. «Così – afferma Ghezzi – abbiamo convenuto insieme che il modo migliore per ricordare Lorenzo sarà quello di dedicargli la serata come occasione per evidenziare il meraviglioso gesto della donazione».
«Il bimbo, – così lo chiama Simone Landi che lavora da otto anni nel negozio a Marina di Pisa – diceva che non c'era nessuna ragione al mondo per chiudere il negozio, tanto che, anche quando mi sono sposato, ed era un giorno infrasettimanale, i negozi sono rimasti aperti. Solo per il funerale chiuderemo. Lorenzo aveva dieci anni quando ho iniziato a lavorare qui, praticamente l'ho visto crescere. Lui mi considerava un po' come un fratello maggiore. Era sempre allegro, sorridente, a volte lavoravamo insieme, anche se lui stava di più nel negozio di Tirrenia e giocavamo a calcetto. In questi giorni ho toccato il dolore in un modo in cui non avrei mai pensato prima».
«ERA MOLTO BRAVO»
«Da qualche anno gli davo ripetizioni di matematica, – racconta Aldo Cavalli, presidente della Pubblica Assistenza del litorale pisano e laureato in fisica – era un ragazzo molto bravo e gli volevo bene come ad un figlio. A volte parlavamo di politica, di quello che succedeva alla Palp, degli immigrati ed era molto aperto e non era fissato col cellulare. Oggi (ieri per chi legge, ndr) avremmo dovuto fare lezione. Non ci posso ancora credere».
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