Gioco
Morto a 18 anni in un incidente «Diteci la verità su nostro figlio»
Tremendo schianto sulla strada di Venturina: parla il padre del giovane
TIRRENIA. «È come se mi avessero ucciso. Io e mia moglie continuiamo per Sara, solo per la piccola. Era stato lui a sceglierle il nome. Adesso sopravviviamo per lei, e anche per sapere, per conoscere la verità». Luca Ravagni oggi è un uomo che si tiene in piedi aggrappandosi a questo unico pensiero, quello della figlia, e a un interrogativo abissale. Perché è morto suo figlio? Cosa ha fatto sbandare e rimbalzare da una parte all’altra dell’Aurelia la Chevrolet Matiz rossa che stava portando Lorenzo Ravagni verso l’allegria di un Ferragosto a Follonica facendolo sbalzare sull’asfalto? Cos’è che ha spezzato i giorni di gioia di un diciottenne che stava viaggiando con tre amici verso una festa d’estate?
Succede tutto alle 23.30 di domenica. I ragazzi sono partiti da Pisa intorno alle 21, diretti a una festa a Follonica. Secondo una prima ricostruzione, l’auto, guidata da un amico, sbanda e carambola da una parte all’altra della strada e in uno degli impatti si apre lo sportello posteriore. Lorenzo viene sbalzato fuori e sbatte la testa e il motociclista che arriva da dietro cade a causa dello spavento. «Ma non è così - dice Ravagni - I ragazzi che erano a bordo ci hanno raccontato che la moto procedeva davanti e il fanale posteriore era coperto da qualcosa che la rendeva poco visibile. Vi prego aiutateci a scoprire cos’è successo, Lorenzo era un ragazzo fantastico, non riesco ancora a crederci...».
È forte Luca Ravagni, ma nessuno può esserlo abbastanza di fronte a questo. La salma del figlio l’hanno portata qui, alle camere mortuarie dell’ospedale di Livorno e da ore saluta e abbraccia parenti e amici di Lorenzo, un lento e silenzioso pellegrinaggio. Ogni tanto la voce si rompe, l’onda dei ricordi risale e si infrange sugli scalini della cappella centrale.
Lo conoscevano un po’ ovunque fra Pisa e Livorno questo ragazzo di Tirrenia. Su viale del Tirreno e a Marina di Pisa il padre gestisce due cartolibrerie. Dal “Birillo” prima o poi ci passa ogni famiglia del litorale, il negozio è il rivenditore ufficiale dei libri scolastici. Lorenzo aveva da poco finito la quarta liceo al classico Galilei, da esordiente aveva giocato per due anni nel Pisa. Il calcio era una grande passione, una delle tante. Alcune erano sue, come l’arte. «Ad ogni viaggio ci obbligava a infilare nei musei, Louvre, National Gallery...». Altre le aveva ereditate proprio dal babbo, che a Pisa è stato magistrato del Gioco del Ponte e adesso è nel consiglio degli anziani. «Lorenzo è stato paggio e ora era picchiere, cioè giudice, quest’anno era lì nella fila di guardie sotto la mia tribuna».
Molti degli amici in questi giorni hanno pubblicato un saluto sul profilo Facebook di Lorenzo e moltissime foto: lui piccolissimo con la maglietta del Milan (anche se era tifoso dell’Inter) o a bordo piscina abbracciato ad un amico, Lorenzo accanto alla fidanzata Chiara. «Era giovane, ma eravamo tanto felici che avesse questo bel rapporto con lei, l’amava tantissimo», dice Luca.
Quasi non riesce a parlare la mamma, Denise, infermiera all’ospedale pisano di Cisanello. «Luca, per piacere - dice uscendo dalla camera ardente - vorrei che il feretro venisse coperto, voglio che lo ricordino vivo». Sì, perché era pieno di vita Lorenzo. Amava la vita, la sua e quella degli altri. Sono passate ore da quando il padre ha ricevuto la telefonata. «Luca, un disastro, Lorenzo sta male», hanno chiamato l’altra notte gli amici che erano sulla macchina subito dopo l’incidente. La corsa all’ospedale di Piombino, poi il trasferimento in elicottero a Livorno, nel reparto di neurochirurgia. Ma non si è più risvegliato dal coma.
I genitori hanno autorizzato l’espianto e la donazione degli organi. «Lui voleva così, lo abbiamo fatto per questo». L’ultimo dono di Lore. «Voleva anche essere cremato. Porteremo le ceneri a casa con noi, accanto al suo computer». Oggi, alle 15.30, il funerale nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Marina di Pisa: il litorale si fermerà per un giorno.
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