Gioco
E ora sogniamo con Gabriele la medaglia n. 100
Gabriele Detti, doppio bronzo nel nuoto alle Olimpiadi: «È un sogno, non me lo aspettavo. Greg? Fantastico condividere queste emozioni»
LIVORNO. «Sulle ali dell’entusiasmo Gabriele Detti può stupire ancora...». Ci avevamo azzeccato. Perché il bimbo di Ardenza, se si mette in testa una cosa, è pressoché impossibile fermarlo. Perché è un fenomeno del nuoto mondiale, che spazia dai 200 a 1500 stile libero e ha messo la firma sulla 97esima e sulla 98esima medaglia della storia olimpica labronica.
Roba che solo al pensiero, vengono i brividi. Eppure lui fa sembrare tutto semplice, da ragazzo umile e pacato qual è: «Quanto è bello avere lo zio allenatore? Dè, a Natale sta sempre a dirmi: “Mangia poo' Gabri, tra qualche giorno ci si ributta”». Frasi da 21enne, pazzo di gioia per il secondo capolavoro di bronzo dipinto nel giro di una settimana (14’40’’86, primato personale distrutto di oltre 6 secondi con passaggi da 56’’41, 1’55’’17, 2’54’’24, 3’53’’74, 4’53’’29, 5’52’’62, 6’51’’82, 7’51’’06, 8’50’’52, 9’49’’72, 10’48’’91, 11’47’’79, 12’46’’41, 13’44’’02).
«Questa medaglia ha un significato diverso rispetto a quella dei 400 - confessa ai microfoni di Raisport - stavolta sul podio non ero da solo, ma con Greg. Ci alleniamo insieme da 5 anni e condividere un’emozione simile è stato fantastico. L’argento? Forse l’avrei potuto prendere, non lo so. Ma la verità è che ero morto alla fine (ride, ndc)».
Tra un flash e l’altro tornano alla mente le quotidiane battaglie in allenamento al centro federale di Ostia, l’epicentro di un risultato enorme. Una gara d’attesa, d’astuzia, fino al consueto sprint che ha giustiziato lo statunitense Wilimovsky e certificato Detti fra i big del mezzofondo. «Non so cosa dire - prosegue - i 400 stile libero li sento miei, ma il bronzo nei 1500 è ancora più speciale e inaspettato. Sono strafelice per Greg, con il quale vivo a stretto contatto da 5 anni. Da ora in poi sarà più difficile allenarsi al fianco del campione olimpico, ma al contempo uno stimolo in più per crescere ulteriormente: a Ostia abbiamo imparato a conoscerci, a volerci bene e a rispettarci. Ecco perché pesa di più».
«È un sogno che si avvera e mi rende orgoglioso di essere sia italiano che livornese», chiosa il portacolori di Esercito e Team Lombardia (svezzato dal Nuoto Livorno), che dedica la medaglia allo zio-allenatore Stefano Morini, al centro federale e alla fidanzata Stefania Pirozzi. E pensare che Gabriele Detti compirà 22 anni lunedì 29 e nel suo palmarès vanta già 13 titoli italiani Assoluti, 3 europei giovanili, piazzamenti ai Mondiali Juniores, podi continentali in vasca corta e in vasca lunga, titolo europeo nei 400 stile libero e due bronzi a cinque cerchi.
All’appello manca l’acuto iridato a causa di un Mondiale di Kazan saltato per un’infiammazione alle vie urinarie. E il mirino, adesso, è già puntato sulla rassegna di Budapest del 2017, un quadriennio che sfocerà ai Giochi di Tokyo nel 2020. Fra 4 anni Detti, di anni, ne avrà 25, nel clou della maturità per un nuotatore maschile. E chissà che non possa fare 99 e 100 medaglie olimpiche livornesi, visto che Irene Vecchi e Andrea Baldini - a Rio - hanno dovuto accontentarsi del legno nelle prove a squadre (out anche Montano, Marrai e Agamennoni).
Poi, naturalmente, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quel mare che scorre nelle vene di Gabriele Detti, secondo miglior performer azzurro di tutti i tempi nei 400 stile libero (3’43’’49) dietro a Massimiliano Rosolino, argento a Sydney 2000, e nei 1500. Quattro anni sono terribilmente lunghi, vogliono vederti in faccia. Ma di fronte a tali sensazioni, siamo altrettanto certi che voleranno. Gabriele ha appena iniziato a scrivere la storia del nuoto livornese, ma in serbo ha tanti altri colpi di scena e prestazioni da Oscar. Ci godiamo il momento, insieme a lui. E non possiamo far altro che dirgli grazie per aver illuminato di amaranto queste Olimpiadi.
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