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Polmare, va in pensione Ilario Sartori
LIVORNO. Dopo quasi 40 anni di servizio nella Polizia di Stato (di cui gli ultimi 20 trascorsi presso la Polizia di Frontiera Marittima), è andato in pensione il sostituto commissario Ilario Sartori,...
LIVORNO. Dopo quasi 40 anni di servizio nella Polizia di Stato (di cui gli ultimi 20 trascorsi presso la Polizia di Frontiera Marittima), è andato in pensione il sostituto commissario Ilario Sartori, uno degli ultimi poliziotti provenienti dal disciolto Corpo delle Guardie di Ps ancora in servizio, testimone della cronaca livornese degli ultimi decenni, a partire dal tentato sequestro dell'imprenditore Tito Neri sino ad oggi.
Livornese d'adozione, ha partecipato come esterno al 1° concorso per ispettori, risultando tra i pochissimi vincitori tra il personale già in servizio, con l'assegnazione a Livorno, dopo alcuni anni di trasferimenti nel nord Italia e, da ultimo, a Lucca.
Nel corso della sua carriera presso la Questura livornese ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità, dalla Squadra Mobile alla Digos, dal Centro operativo per il coordinamento delle volanti alla Polizia amministrativa, sino all'Ufficio gabinetto del Questore. In questo periodo ha partecipato in prima persona a numerose indagini ed attività di polizia conseguenti ad episodi di cronaca ancora presenti nella memoria cittadina, come la rivolta capeggiata da Mario Tuti nel carcere di Porto Azzurro, il sequestro di un gioielliere a Vicarello, il disastro navale del Moby Prince; ed ancora si è occupato della gestione dei primi dissociati dalla lotta armata, nonché, in materia di ordine pubblico, della gestione delle trasferte dei tifosi del Livorno, quando militava ancora nelle serie minori.
Alla Polmare è stato partecipe a tutte le attività investigative ed operative svolte dal suo ufficio: le numerose operazioni antidroga con il sequestro complessivo di decine di chili di cocaina e l'arresto, in totale, di oltre trenta trafficanti internazionali; il recupero di decine di auto di grossa cilindrata rubate e nascoste nei container per esportarle; le numerose operazioni per il contrasto dei reati contro il patrimonio in genere; la lotta contro i trafficanti di persone, che, nel porto di Livorno, viveva il fenomeno alla rovescia, con la presenza di un rilevante numero di emigranti clandestini, diretti verso il nord America. Si è occupato di quasi tutti i più gravi infortuni, per lo più mortali, accaduti in porto.
Negli ultimi anni ha partecipato a tutte le attività connesse alla implementazione della security nei vari terminal, collaborando con gli organi preposti, in particolare Capitaneria di Porto ed Authority.
Sempre presso la Polmare ha raggiunto il più rilevante traguardo professionale, con la delega, da parte della competente Direzione centrale delle Frontiere, delle funzioni di dirigente, per quasi tutto l'ultimo biennio.
Per il complesso della sua attività nel 2011 è stato nominato Cavaliere della Repubblica, ed ha conseguito, oltre alla medaglia d'oro per meriti di servizio ed alla croce d'oro per anzianità, anche un encomio e numerosissime "parole di lode" da parte del capo della Polizia.
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