Gioco
«L’Asa gestisca l’acquedotto in porto»
Lo chiedono i consiglieri di Sì: scaduta la concessione ai privati
LIVORNO. «La concessione ad Acquedotto Portuale Srl è scaduta e l'Autorità portuale tace. Si affidi tutto ad Asa, che deve essere ripubblicizzata». A chiederlo sono i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Si Toscana a sinistra) che hanno presentato una mozione in consiglio regionale per chiedere che la giunta si attivi presso l'Autorità portuale affinché vengano date risposte rapide rispetto alla gestione dell'acqua nella cintura portuale di Livorno.
«Asa - intervengono - ha chiesto l'affidamento del servizio e siamo in attesa di una risposta da parte dell'Autorità portuale, che ancora non arriva. Oggi i cittadini livornesi sono soggetti a un doppio regime tariffario che va ad esclusivo beneficio di Acquedotto Portuale srl, una società completamente privata. Serve quindi maggior equità e servono più investimenti per la manutenzione e l'efficienza della rete idrica, vista l'attuale carenza di risorse stanziate. La titolarità di Asa darebbe in questo senso maggiori garanzie».
«Resta poi da rispettare - chiosano - l'esito referendario: procediamo dunque alla ripubblicizzazione di Asa. Lo ha chiesto la maggioranza assoluta degli italiani e dei toscani cinque anni fa. La gestione totalmente pubblica dell'acqua su tutti i territori non può più attendere, questo è un obiettivo affermato anche nella legge regionale 69 del 2011, un obiettivo rimasto però inattuato».
Nella mozione presentata pochi giorni fa viene ricordato che «lo scorso 16 giugno è scaduta la concessione pubblica per la distribuzione dell’acqua nella cintura portuale di Livorno alla società Acquedotto Portuale srl, la quale ha avuto una durata di 16 anni» e che «dal 2001, anno di inizio della concessione, fino al 2004, la suddetta società era controllata al 51% da Asa spa (gestore unico del servizio idrico Toscana Costa), la quale è successivamente uscita dal capitale sociale senza che avvenisse alcuna nuova gara di affidamento». «A tutt’oggi - si legge ancora nell’atto - l’Autorità portuale di Livorno non ha presentato alcun piano di intervento a seguito della descritta scadenza della concessione». «Già nel 2004 - evidenziano i consiglieri di Sì - sarebbe stata opportuna una nuova gara di affidamento della gestione». E «Asa ha manifestato l’intenzione di riprendere in carico il servizio, un assetto che risponderebbe ad obiettive esigenze di opportunità oltre che di rispetto del dettato referendario che ha previsto la gestione pubblica del bene acqua nel nostro Paese».
Viene quindi chiesto formalmente alla giunta regionale di «attivarsi nei confronti dell’Autorità portuale affinché venga accolta la richiesta di Asa di prendersi carico il servizio di distribuzione dell’acqua, a seguito dell’avvenuta scadenza della concessione a Acquedotto Portuale srl».
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