Gioco
Grandi manovre sulla Sponda Est Spil in affanno, fanno gola le aree
Un’estate di scaramucce su una parte della Darsena Toscana: Barbera (in alleanza con Palumbo) punta agli spazi dove dovrebbe andare il Tco. Asamar all’attacco e Lorenzini allunga la concessione
LIVORNO. Nelle grandi manovre alla conquista di spazi (e potere) in porto tutti guardano, inutile dirlo, a quel che verrà: la maxi-Darsena e la privatizzazione della Porto 2000, bandi – entrambi con scadenza a settembre – destinati a ridisegnare gli equilibri sulle banchine, insieme alla gara per l'affidamento dei bacini. La “guerra dei ro-ro” fra i big Onorato e Grimaldi ha portato sotto i riflettori altri pezzi del puzzle portuale come la calata Sgarallino o l'area ex Seatrag alla radice della Darsena Toscana ma anche il bacino Firenze e il molo Italia in seguito all'aspra battaglia del Lucarelli Terminal.
Eppure le ultime mosse del risiko estivo sono state concentrate soprattutto sulla Sponda Est. Basti pensare al fatto che l'Asamar, l'organizzazione di categoria degli agenti marittimi, ha contestato una ordinanza dell'Authority relativa proprio a quello spicchio di porto: per due accosti pubblici sulla Sponda Est viene prevista la “preferenzialità d'uso” per le navi che trasportano auto nuove (al 15/C) e per i traffici di rinfuse liquide (al 15/D). Se per l'Asamar così si tolgono spazi significativi «alla già limitata disponibilità di accosti pubblici» con «rilevante pregiudizio all'utenza», da Palazzo Rosciano si ribatte che gli accosti restano pubblici in quanto «rimane la possibilità da parte di qualsiasi operatore di usare i due accosti» (la preferenzialità è «limitata al 2019 e comunque subordinata alla realizzazione delle previsioni del piano regolatore portuale»). Tradotto: non è una quasi-assegnazione, una sorta di ipoteca sulla concessione.
I PIANI DI LORENZINI. Ma questo è solo il penultimo atto, con tanto di minaccia di ricorso al Tar. Nell’ultimo comitato portuale prima delle ferie è arrivato – con tanto di benedizione da parte del ministero – il semaforo verde al terminal Lorenzini, uno dei principali operatori del nostro porto, per «poter operare fino al dicembre 2029 sulle aree già in concessione e su quelle oggetto di una nuova assegnazione». Dove? Ancora lì, esattamente «dalla calata Lucca alle aree retrostanti l’accosto 15 C». L’Authority rivendica la scelta in nome di due elementi: 1) un piano di investimenti da 11 milioni con 15 addetti in più; 2) in linea con il Prg portuale, si crea «un moderno polo multipurpose che vede interessata la Sponda Est della Darsena Toscana».
Ma siamo anche nella zona al centro dell’attenzione di Masol, il gruppo indonesiano che è sbarcato a Livorno acquisendo lo stabilimento Novaol. Non è tutto: non è un segreto che su quest’angolo del porto avesse puntato gli occhi anche un gigante come General Electric, presente in Toscana con Nuovo Pignone, che ha già annunciato investimenti a Piombino e ha raddoppiato tramite B-Cube la propria infrastrutturazione logistica nella piana di Guasticce.
Ma questo è solo l’antipasto dell’ultima mossa su questo scacchiere. Stiamo parlando del fatto che una cordata imprenditoriale capitanata da Federico Barbera, ex presidente dell’Interporto, si è fatta avanti per andare alla conquista dell’accosto 15/E (e delle relative aree di banchina). Ma non è lo spazio dove dovrebbe esser trasferito il Terminal Calata Orlando (Tco) che si occupa di rinfuse? Sì, ed è uno degli spostamenti-chiave nella nuova mappa del porto prossimo venturo: il nuovo Prg portuale ha immaginato che il Tco non resti lì dov’è adesso (fra l’ex silos e l’Alto Fondale) perché è l’area portuale sulla quale si allargherà il porto passeggeri con traghetti e crociere.
CONQUISTARE L’ACCOSTO. Il gruppo guidato da Barbera – che proprio del Tco è stato direttore generale – conta sul fatto che a fine anno scade la concessione del Tco e dunque, secondo quanto viene riferito, l’Authority non potrebbe limitarsi a trasferire la concessione dalla Calata Orlando alla Sponda Est ma dovrebbe fare quel che si fa in caso di nuova concessione: comparare i pretendenti. Come dire: il Prg ha individuato quell’area per i traffici di rinfuse ma non ha detto che a gestirli debba essere il Tco.
Contraccolpi occupazionali? La nuova cordata promette 30 posti di lavoro, incluso l’assorbimento degli attuali lavoratori del Tco.
Le rinfuse solide (sabbie, feldspati, ecc.) sono un materiale “povero” che genera pochi utili. Dev’essere per questo motivo che rimbalza l’indiscrezione di un accordo commerciale con il gruppo di Andrea Palumbo, ex presidente di Confindustria e ora al timone della nuova era di Confcommercio, così da unire i ricavi della logistica da project cargo a quelli dei traffici di rinfuse solide.
Stiamo parlando di traffici “poveri”, dicevamo, eppure su questo pezzetto del mosaico si gioca una partita importante. Riguarda il Tco, ma anche qualcos’altro: 1) l’allargamento del porto passeggeri; 2) l’approvvigionamento di materie prime dal quale dipende talvolta la sopravvivenza stessa di una fetta dell’apparato industriale manifatturiero o almeno la possibilità che alcune fabbriche non siano costrette a traslocare altrove.
OCCHIO A PADULETTA. La “fame” di spazi fa parte della storia di qualunque porto, e la Sponda Est non fa eccezione. Ma tutta questa frenesia può spiegarsi soprattutto se guardiamo a due scenari. L’uno è a medio-lunga scadenza ed è relativo a quando sarà pronta la Darsena Europa: si apriranno grandi spazi in Darsena Toscana e tutti sognano di partire in pole position in quella “corsa all’oro”.
L’altro invece guarda a un orizzonte medio-breve: anche dopo aver venduto spazi per quasi 3 milioni di euro all’Authority, alla Spil (controllata dal Comune di Livorno) è rimasto in pugno una grossa area in zona Paduletta. Spil è in grande affanno perché ha i conti in profondo rosso dopo la fallimentare operazione del parcheggio ex Odeon: e ora al suo tesoro di “zolle d’oro” in porto, chissà quanti guardano – e non solo in ambito locale – per contare davvero nelle grandi manovre che stanno ridisegnando gli equilibri di potere in porto.
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