Gioco
Camion pirata, Daniele non ce l’ha fatta: addio a "Sorriso"
Il quarantunenne livornese si è spento il giorno dopo l’incidente. Venerdì 12 luglio era in moto e stava tornando a casa sulla Fi-Pi-Li
LIVORNO. Gli amici lo chiamavano solo “Sorriso”. Bastava questo per descrivere in una parola Daniele Lubrano, scomparso a 41 anni dopo il tragico incidente di cui è stato vittima venerdì 12 agosto mentre percorreva la Fi-Pi-Li in sella alla sua moto in direzione di Livorno. «Stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro all’Interporto», raccontano gli amici.
Dani si era conquistato quel soprannome negli anni, perché nonostante le difficoltà e i pensieri di chi ha una famiglia e dei progetti, quel sorriso lo regalava a tutti, a cominciare dalla moglie Tiziana e le due figlie; agli amici, centauri come lui, con i quali spesso si divertiva a girare anche in pista, l’ultima volta il mese scorso al Mugello: «in cielo saluta il Sic» scrivono ora; ai colleghi di lavoro tra un’attesa e l’altra prima di imbarcarsi; ai vecchi compagni che incontrava perfino al supermercato; oppure ai vicini di ombrellone che ieri lo piangevano ai bagni Uappala, al Calambrone, dove era andato fino al giorno prima del tragico schianto.
Daniele ha lottato per quasi venti ore nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Livorno, ma non ce l’ha fatta: troppo gravi le lesioni che si era procurato durante l’incidente avvenuto intorno alle 16 del giorno precedente.
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Colpa di una dinamica che a distanza di trentasei ore è ancora tutta da chiarire. Perché l’ipotesi più accreditata, e allo stesso tempo inquietante, è che ad innescare la carambola che ha sbalzato la moto lontana una quarantina di metri dal punto in cui è avvenuto l’impatto, sia stata la manovra azzardata di un camion che si è immesso sulla strada di grande percorrenza mentre sopraggiungeva il motociclista, per poi allontanarsi senza prestare i soccorsi. «Adesso vogliamo che giustizia faccia chiarezza su quello che è successo», è la richiesta che arriva da chi conosceva il motociclista.
Che la situazione del quarantunenne fosse molto complicata, purtroppo, si era capito appena l’ambulanza della Svs di Collesalvetti era arrivata sul luogo dell’incidente. «Il ferito - racconta chi ha cercato di salvarlo - era cosciente, ma aveva fratture su tutto il corpo, in particolare al bacino e alla gamba destra». Un quadro clinico che è peggiorato nella notte, nonostante i tentativi da parte dei medici di salvare la vita al quarantunenne. «E dire che al lavoro in moto - confida chi lo conosceva - non andava mai».
La notizia della scomparsa del motociclista si è sparsa in città intorno all’ora di pranzo. Decine i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia e i ricordi di chi ha conosciuto Daniele. Scrive Luca: «Eri un padre e un marito eccezionale. Un bravissimo ragazzo, non ci sono parole per quello che è successo. Condoglianze e un abbraccio alla famiglia». Aggiunge Fabrizio: «Sei stato come un fratello nella nostra adolescenza spensierata. Non ti dimenticherò mai».
Daniele nel crescere non era cambiato: sorriso e generosità erano rimasti immutati, come ricorda Giuseppe: «Non è così che doveva andare. Non ti rivedrò più sulla nave a portare macchine all’isola d’Elba per passare quell’oretta che capitava che si stava bene insieme a parlare di tutto un po’: delle famiglie, di quando ci si ribeccava e di moto. Ti porterò sempre nel cuore e proteggici da lassù».
L’ultimo pensiero per Dani è di Cristiano. L’immagine è dei due amici che camminano sulla spiaggia a pochi passi di distanza: «Questa foto la vedrò e rivedrò perché per essere felici ci bastava poco, non importava dove eravamo, con poco noi avevamo tanto. E pensare che mercoledì sera eravamo insieme, e venerdì dovevamo stare insieme. Se ci sarà bisogno sarò un padre per le tue bimbe stai tranquillo amico, non saranno mai sole». E sapranno sempre a chi chiedere un sorriso.
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