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Livorno

Pokémon, i Casini di Ardenza sono... bordelli

Pokémon, i Casini di Ardenza sono... bordelli

Un errore di traduzione dall’inglese (già corretto) ha creato una gaffe subito segnalata dal Comune

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LIVORNO. Sull’applicazione Pokémon Go, il nuovo gioco interattivo per tablet e smartphone, ci sono anche i Casini d'Ardenza ma, per magia delle traduzioni automatiche, sono stati trasformati nei... bordelli d'Ardenza.

È la curiosa scoperta segnalata dal Comune di Livorno alla società che ha creato l’applicazione innescando una mania che in poche settimane in tutto il mondo ha sfornato milioni di esperti allenatori di Pokémon, che grazie al supporto del Gps e della realtà aumentata, vanno in giro per la città cercando di catturare mostriciattoli per conquistare palestre e guadagnare soldi per le Poké Ball.

«È apprezzabile l'attenzione avuta dalla Niantic Inc. (la società con sede a San Francisco, titolare del gioco) - spiegano dal Comune - che ha individuato anche nella nostra città luoghi d'interesse culturale e artistico». E fra questi, uno dei Pokémon Stop, I Casini d'Ardenza appunto, è riportato in inglese come Historical brothel (bordello) of Ardenza.

L'assessore alla Cultura e al Turismo Francesco Belais ha già provveduto a segnalare il grossolano errore alla Niantic Inc. e pur non trattenendo un divertito sorriso, spiega: «Niente in contrario ai luoghi di piacere, ma lì c'erano solo piccole case. Nessun giudizio morale, dunque, ma di fatto questo edificio non è mai stato una casa di tolleranza».

Questa la storia vera dei Casini d'Ardenza (gentilmente fornita dalla giornalista Silvia Menicagli, esperta di luoghi storici livornesi) all'assessore, dopo una ricerca testuale: «Il grande sviluppo turistico di Livorno, ed in particolare di Ardenza verso la metà dell'800, dà il via ad una serie di iniziative tese a soddisfare le esigenze dei "forestieri", che vengono nella nostra città per un periodo di villeggiatura. Così nascono i "Casini».

«La località venne messa in valore dal 1841, quando una società di signori livornesi incaricò l'architetto Giuseppe Cappellini di costruire l'edificio ad anfiteatro denominato "i Casini" composto di tredici palazzette in stile toscano che si estendono in curva graziosa davanti al mare. La palazzina centrale con il suo grande balcone retto da colonne ioniche ha nel centro del frontespizio un grande orologio. Il luogo è incantevole, la sua Rotonda alberata da annosi tronchi di lecci e di pini la rendono famosa e induce alla sosta e alla meditazione». Tutto insomma, tranne che un bordello.

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di Redazione web