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Amianto, 17 procedimenti al tribunale di Livorno per richiesta danni alla Solvay
Livorno, i dati sono dell'Ona. Indaga anche la Procura di Milano, l' ultima denuncia per un decesso è del 2 agosto
ROSIGNANO. Quella che si è aperta, da tre anni a questa parte, è una battaglia legale. Ex lavoratori Solvay che presentano denunce per patologie asbesto correlate (legate, cioè, all’esposizione di amianto), istanze che finiscono alla sezione Lavoro del Tribunale di Livorno.
Ma anche casi di morti sospette su cui i familiari delle vittime chiedono che venga fatta luce. Un’inchiesta, i cui risultati sono tuttora coperti da segreto istruttorio, è quella pendente alla Procura di Milano coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Ascione. Un’altra, recentessima, è quella per la morte - il 2 agosto scorso - del rosignanese Ascanio Umberto Bertini. Aveva 79 anni e per trentuno aveva lavorato come operaio all’interno della Solvay nelle fabbricazioni dell’acqua ossigenata e all’impianto Ck (Craking).
Come spiegano dall’Ona, l’Osservatorio Nazionale Amianto che segue da vicino le vicende di vittime di malattie connesse all’esposizione all’amianto, prima di morire (esattamente il 10 febbraio scorso), Bertini aveva sporto denuncia querela per lesioni. Era già affetto da mesotelioma pleurico e riteneva che questa malattia fosse di origine professionale. A seguito della morte l’istanza è stata sostenuta dal figlio Giovanni che, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, si è rivolto alla Procura. L’8 agosto è stata disposta l’autopsia sul corpo di Bertini, condotta dal medico legale David Forni e firmata dal sostituto procuratore Anna Rita Coltellacci. Quello di Bertini è solo l’ultimo caso tra quelli che fanno parte del dossier Ona. Un altro, noto, è quello di Romano Posarelli, che ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura che ha visto indagato e poi rinviato a giudizio l’ex direttore dello stabilimento Piero De Gaudenzi. Procedimento penale che si è estinto in seguito alla scomparsa dell’ingegner De Gaudenzi.
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Ma la famiglia Posarelli, rappresentata oggi dal figlio della vittima (Massimiliano), ha poi promosso giudizio civile innazi al Tribunale. Il giudice è la dottoressa Raffaella Calò, la prossima udienza è fissata per il primo dicembre 2016.
Sempre la famiglia Posarelli, attraverso la moglie della vittima (scomparsa a luglio) aveva depositato anche un esposto alla Procura di Milano e che è oggi all’esame del pm.
Sempre a proposito di contese legali il 7 luglio scorso il tribunale di Livorno, in funzione di Magistratura del lavoro, ha condannato la Solvay al risarcimento del danno differenziale subìto da un lavoratore affetto da placche pleuriche. Sebbene la condanna al risarcimento fosse di 2.577 euro, oltre al pagamento delle spese legali, per l’Ona questa sentenza è stata ritenuta importantissima perché ha segnato un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti decisioni in sede di giustizia.
L’avvocato Bonanni che patrocinia le cause di alcuni ex lavoratori della Solvay sottolinea che sono numerosi i casi in cui ci sono stati riconoscimenti dell’Inail in favore degli ex dipendenti dello stabilimento di Rosignano affetti da patologie asbesto correlate. E sulla situazione attuale ricorda che sono 17 i procedimenti pendenti presso la sezione Lavoro del Tribunale di Livorno, a carico della società Solvay, finalizzati ad ottenere il risarcimento dei danni. Ed annuncia la prossima presentazione di altre istanze civili.
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