Gioco
In piazza del Luogo Pio solo un palazzo
Livorno, via al recupero: Comune e Consabit firmano un nuovo protocollo. Sotto i riflettori anche la ex circoscrizione 1
LIVORNO. È passato esattamente un anno. Era il 16 luglio del 2015, quando il neo sindaco pentastellato Filippo Nogarin e il presidente di Consabit, Stefano Salvadorini, siglarono un protocollo di intesa che di fatto mise la parola fine sulla colata di cemento che in piazza del Luogo Pio era nell’aria da vent’anni.
Con quel protocollo fu infatti stabilito che la coop non avrebbe costruito nel cuore della Venezia tre edifici (come previsto dalla convenzione siglata nel 2014 e a quel punto messa nel freezer), ma uno solo. In cambio, però, il Comune avrebbe dovuto cedere alla società immobili o terreni in qualche altra zona della città, in modo da compensare.
Quel giorno amministrazione a 5 Stelle e cooperativa si dettero sei mesi di tempo per trovare l’accordo definitivo, più altri due per portarlo all’attenzione del consiglio comunale. Di mesi, però, nel frattempo ne sono passati dodici: a che punto siamo? La novità è che stamani, nella sala giunta, Comune e Consabit faranno un altro passo avanti, firmando un nuovo protocollo d’intesa. Che a quanto risulta poggia su tre pilastri.
In Venezia un solo palazzo. Il primo riguarda i metri quadri da costruire in piazza del Luogo Pio. Originariamente, negli anni Novanta, era previsto che la coop costruisse sei edifici, poi ridotti a cinque e successivamente a tre con la convenzione firmata nel 2014 dalla giunta Cosimi, dopo una lunga trattativa portata avanti dall’allora assessore Bruno Picchi. Convenzione che è stata sospesa per qualche mese con l’accordo firmato un anno fa con la giunta Nogarin, che non voleva quella che definì una «inaccettabile colata di cemento». Stando alle prime indiscrezioni, l’atto che sarà firmato stamani conferma il via libera alla realizzazione di un solo palazzo: un edificio lungo il viale Caprera, in aderenza ai Bottini dell’Olio (in pratica le ex Case Pie), che andrà a formare una corte interna per l’ingresso del nuovo museo. Si parla di sei piani, per 20-24 appartamenti e con il piano terra riservato a commercio o a servizi. Proprio dopo la firma del nuovo protocollo partirà la progettazione vera e propria, per poi arrivare al permesso a costruire.
Scambio di immobili. Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il secondo aspetto riguarda i circa 1200 metri quadri di alloggi a canone concordato che Consabit avrebbe avuto il diritto di costruire al Refugio. Non lo farà, anche per problemi tecnici, ma il Comune si impegnerà a cederle alcuni immobili di pari valore, da trasformare in chiave abitativa. Si tratta di un immobile nella zona del viale Nazario Sauro (per la precisione l'ex edificio rurale di via Corazzi 30), di una ex scuola (a Montenero) e della ex circoscrizione 1, in via delle Sorgenti, che attualmente risulta occupata.
Proroga di un anno per la trattativa. In totale, tra piazza del Luogo Pio e il Refugio, Consabit avrebbe dovuto costruire tra gli 11.000 e i 12.000 metri quadri. Se si tolgono i 1200 del Refugio e i circa 3.000 dell’unico palazzo che sarà realizzato nella piazza, in pentola ci sono ancora più di 7.000 metri: come saranno compensati?
È di questo che società e Comune discutono da mesi e a quanto risulta la trattativa sarà prorogata di un altro anno, tenendo sempre in stand by la convenzione firmata in era Cosimi. Non sembra semplice, infatti, trovare immobili pubblici adatti, che siano liberi da vincoli (e non siano già stati occupati in piena emergenza casa) da poter cedere alla società. Così come non è semplice trovare aree in gran parte già urbanizzate in modo da ridurre le spese di costruzione. Perché un punto sembra fermo: l’intenzione è di spendere comunque gli oneri di urbanizzazione in Venezia, dove sono previsti interventi pubblici, a carico del privato, per circa 3 milioni di euro. Così come prevedeva l’accordo di programma sottoscritto a fine anni Novanta con il ministero dei lavori pubblici, da dove arrivarono parecchi miliardi delle vecchie lire.
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