Il Tirreno

Livorno

Giovane sale sul tetto e minaccia di buttarsi

Giovane sale sul tetto e minaccia di buttarsi

Dopo quasi quattro ore alla fine desiste. Sono ancora da chiarire i motivi del gesto del marocchino di 25 anni

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LIVORNO. È stato il colonnello dei carabinieri Roberto Riccardi, dopo quasi quattro ore di “trattativa”, a convincere quel giovane di 25 anni di nazionalità marocchina a desistere dal tentativo di suicidarsi. E a mettere così fine a quel gesto che aveva preoccupato i residenti della zona e che aveva richiamato sul posto numerosi soccorsi: i carabinieri della stazione porto, i vigili del fuoco e la Svs.

Tutto ha avuto inizio poco prima delle 17 di ieri, quando il giovane - che indossava solo un paio di bermuda bianchi e rossi - è salito sul tetto di un palazzo in via della Maddalena e ha minacciato di buttarsi giù, di suicidarsi. La gente lo ha visto, ha sentito le sue urla e ha dato l’allarme. I carabinieri, appena arrivati, hanno delimitato la zona con il nastro bianco e rosso facendo allontanare la piccola folla di curiosi.

In mano, infatti, il giovane aveva anche una tegola e si temeva che la potesse lanciare di sotto colpendo qualcuno. L’uomo si è poi mosso camminando sui tetti ed è arrivato fino alla copertura della chiesa di piazza San Pietro e Paolo, danneggiando anche un tetto durante il tragitto.

Sotto i militari e i soccorritori continuavano a monitorare la situazione mentre un “negoziatore” dei carabinieri ha iniziato a parlare con il giovane per capire il motivo della sua protesta e del suo gesto per poi farlo desistere. L'uomo però - che è stato poi identificato come un cittadino di nazionalità marocchina di 25 anni - non faceva avvicinare nessuno e non voleva neppure parlare. Di sicuro era poco lucido (da verificare se addosso gli siano state trovate tracce di droga). A quel punto è entrato in scena anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Roberto Riccardi, che, dopo vari tentativi, è riuscito a calmare l'uomo e a convincerlo a desistere dai suoi propositi.

Il marocchino, secondo una prima ricostruzione fatti effettuata durante quei concitati e drammatici momenti, si era alla fine lanciato nel telone steso dai vigili del fuoco.

In realtà, la successiva verifica della notizia ha messo in luce che l'uomo non si è lanciato nel telone, ma è stato convinto a scendere. Oltre a quello del comandante dei carabinieri, è stato decisivo l'intervento di un volontario della Svs che parla arabo, e il gran lavoro dei vigili del fuoco che - dopo aver inseguito sui tetti il marocchino con grande cautela in modo da evitare che facesse gesti inconsulti ma senza mai perderlo di vista - hanno contribuito a convincerlo a desistere dal folle gesto e poi l'hanno accompagnato a terra.

 

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di Redazione web