Il Tirreno

Livorno

«Voti troppo alti ai comunali prima voglio vederci chiaro»

«Voti troppo alti ai comunali prima voglio vederci chiaro»

Il sindaco scrive dopo la protesta scoppiata per il pagamento della produttività «Non possiamo certificare valutazioni non corrispondenti alla realtà»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Valutazioni dubbie», ovvero «voti troppo alti» e «spiegazioni non dettagliate». Secondo il sindaco Filippo Nogarin il nodo sta qui: per qualcuno, in municipio, le “pagelle” del Nucleo di valutazione riferite agli obiettivi raggiunti nel 2015 sono state troppo generose e prima di erogare i soldi della produttività, l’amministrazione pentastellata vuole vederci chiaro.

Chissà come prenderanno queste parole i dipendenti e soprattutto i dirigenti del Comune. Parole che ieri Nogarin ha scritto nero su bianco direttamente sulla sua pagina Facebook. Parole che ha postato all’indomani della clamorosa proclamazione dello stato di agitazione da parte dei dipendenti, che avrebbero dovuto riscuotere la produttività già settimane fa («non premi, ma un pezzo del salario, soldi nostri», hanno ripetuto in assemblea).

«Una forma di protesta estrema - ha scritto Nogarin a ventiquattro ore di distanza dalla proclamazione di quello stato di agitazione - le cui conseguenze ricadono in particolare sui dipendenti stessi, visto che da questo momento non potranno più fare straordinari e dunque finiranno per avere una busta paga più magra a settembre».

Frase subito contestata dai sindacalisti di Palazzo Civico, che ieri mattina, appena letto il post del primo cittadino, hanno evidenziato a turno come la procedura che prevede il blocco degli straordinari non sia affatto scontata.

Detto questo, Nogarin è andato avanti dando la sua versione della vicenda, descrivendo quella che secondo lui è stata la «genesi che ha determinato una scelta così radicale e difficile».

«Mercoledì scorso - ha scritto - è arrivata in giunta la relazione del Nucleo di valutazione sulla produttività dei vari uffici comunali relativa al 2015. Una relazione la cui stesura dovrebbe essere seguita dai dirigenti dei diversi reparti, dal direttore generale e, in alcune sue parti, dalla politica. Quest’ultimo passaggio - è l’appunto del primo cittadino - è stato saltato. Le ragioni sono molteplici ma non è questo il luogo adatto per elencarle. Quel che posso dire è che si tratta di un passaggio fondamentale, imprescindibile».

Ma ecco il punto più caldo: «Già a una primissima analisi della relazione - mette nero su bianco Nogarin - sono saltate all'occhio alcune valutazioni dubbie: voti troppo alti e spiegazioni non dettagliate. Per questo abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo per rivedere i passaggi controversi e chiedere spiegazioni al Nucleo, con l’obiettivo di chiudere definitivamente la partita entro metà settembre».

Queste parole sollevano però una serie di domande. Perché, se è vero che ci sono “voti troppo alti”, il Nucleo di valutazione, presieduto solo da poche settimane dal segretario generale del Comune, li ha approvati? A chi o a cosa si riferiscono le “valutazioni dubbie”? Chi le ha fatte? E perché, in ogni caso, l’amministrazione - sindaco e assessori - se ne è accorta solo ad agosto dell’anno successivo?

«Il problema - riprende Nogarin nel suo intervento - è che senza l’approvazione in giunta di questa relazione, non può essere erogata la produttività a dirigenti e dipendenti. Per questi ultimi si tratta di cifre che vanno dai 300 ai 700 euro lordi e per impiegati che prendono poco più di 1000 euro al mese - evidenzia lo stesso Nogarin - sono soldi che fanno la differenza».

Voti e obiettivi raggiunti dai comunali dovrebbero quindi tornare all’attenzione della giunta, che nella seduta del 4 agosto non ha dato l’ok allo sblocco della produttività.

Intanto lunedì mattina, dopo l’assemblea infuocata del personale, Nogarin ha proposto un accordo che è stato bocciato dai dipendenti, andati avanti con lo stato di agitazione.

«Ho proposto l’erogazione immediata del 60% della produttività per i dipendenti e del 30% per i dirigenti - ricorda il sindaco - e il saldo a fine settembre, quando verranno rifatti i conti in base alle valutazioni definitive. Le rappresentanze sindacali hanno accolto favorevolmente la proposta, ma l’assemblea dei dipendenti alla fine l'ha bocciata».

«Capisco la posizione dei dipendenti - commenta così all’indomani di quel voto -: non vogliono pagare per gli errori di qualcun altro». Di chi?

«Spero che loro - conclude - possano capire la mia e quella dell’amministrazione: non possiamo certificare valutazioni non corrispondenti alla realtà. Oggi (ieri, ndr) chiederò un nuovo incontro con i sindacati per un nuovo tentativo di accordo. Se non dovessero accettare cercherò comunque di risolvere la situazione nel più breve tempo possibile, in modo da ristabilire la giustizia sia delle valutazioni che delle retribuzioni».

A quanto risulta ieri non ci sono state nuove riunioni ufficiali tra il primo cittadino e la Rsu del Comune, mentre si sa che per oggi è in programma un incontro tra la Rsu dei dipendenti e quella dei dirigenti. Sarà sciolto il nodo?

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore