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Livorno

Protesta dei consiglieri per il badge

Protesta dei consiglieri per il badge

Amato: «I 5S alzano le barriere, non lo ritiro». Il presidente: ma potete entrare sempre

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LIVORNO. Sono scattate ieri mattina le nuove misure di sicurezza per entrare nel Palazzo comunale: documento di identità all’ingresso, ritiro del pass, accesso solo su appuntamento nelle ore di chiusura al pubblico degli uffici. Nelle prime due ore della mattina, nonostante il ritmo a rilento di agosto, erano già una quarantina i livornesi alle prese con il pass.

Ma è soprattutto sul fronte dei consiglieri comunali che si sono spostati i riflettori. Con molti capigruppo che per protesta hanno annunciato che non ritireranno il loro badge.

A protestare di prima mattina è stata soprattutto la forzista Elisa Amato, che si è rifiutata di passare dalla porta secondaria strisciando il badge ed è andata a dritto di fronte alla guardiola dei commessi, passando dal portone principale. È qui che ha incontrato il capo di gabinetto, Massimiliano Lami, che le ha assicurato che ai consiglieri comunali l’accesso al palazzo è garantito da tutte le porte, senza bisogno del pass o delle procedure di riconoscimento, e che il badge è stato consegnato solo per garantire l’ingresso lato dipendenti (in via del Consiglio) dalle 7.30 alle 9, quando il portone di piazza Civica 1 è chiuso al pubblico.

«Ma perché non sono venuti il sindaco o il presidente del consiglio comunale a dirmelo? Perché tutto questo non è stato mai chiarito e messo per scritto? Perché noi consiglieri siamo venuti a sapere che avremmo dovuto ritirare un badge solo con una e-mail inviata da un ufficio, senza alcuna spiegazione?», ha sottolineato una volta salite le scale la consigliera.

Il punto, ha chiarito, «non è certo che vogliamo privilegi rispetto ai cittadini: è proprio il contrario, siamo contro queste nuove misure per tutti. I 5 Stelle hanno alzato le barriere in questo Comune: non erano per i cittadini e per la trasparenza?». E ancora: «Parlano di sicurezza, allora perché nel palazzo accanto, dove ci sono molti più uffici ed entra più gente, queste regole non ci sono? Come mai la sicurezza conta solo per questa parte del palazzo? Il problema non è l’ordine pubblico, è che loro sono incapaci di gestire: se c’è un interlocutore che sa ascoltare, i cittadini non vengono a protestare».

La consigliera di Forza Italia teme che le nuove regole limitino di fatto l’attività dei gruppi consiliari al primo piano, dal momento che nell’orario di non apertura al pubblico degli uffici occorre un appuntamento per entrare nel palazzo. «Io non ritirerò il badge - annuncia - e sono molto amareggiata anche dal comportamento del presidente del consiglio comunale, che non si è dimostrato al di sopra delle parti: mi sarei aspettata che ci riunisse tutti per parlare di queste nuove misure».

Proprio il presidente del consiglio, Daniele Esposito, chiamato in causa ha risposto con una lettera inviata nel primo pomeriggio ai consiglieri, in cui dice di essere venuto a conoscenza «dei badge nello stesso modo con cui ne siete venuti a conoscenza voi, da una mail dell'ufficio supporto consiliare. Avevo naturalmente sentito parlare di questa possibilità, ma non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale in merito». Detto questo, «dopo aver letto la mail, davo per scontato che il badge servisse solamente negli orari di chiusura al pubblico, visto che l'unico ingresso disponibile rimane quello usato dai dipendenti in via del consiglio e per entrare da questo ingresso bisogna essere provvisti di badge. Qualora avessi ravvisato che tale provvedimento, in qualche modo impedisse il regolare svolgimento delle funzioni che ogni eletto è preposto a svolgere, non mi sarei peritato di farlo presente all'amministrazione».

Badge che è stato consegnato, per le stesse ragioni, anche al sindaco e agli assessori.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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