Il Tirreno

Livorno

«Ecco il sottopasso che salverà le Terme»

di Roberto Riu
«Ecco il sottopasso che salverà le Terme»

L’associazione propone un tracciato da piazza Dante «È un percorso che abbandona quello del cavalcaferrovia»

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LIVORNO. La creazione di un sottopasso e la conseguente eliminazione dell'ingombrante cavalcaferrovia costituisce uno degli elementi chiave per la rivitalizzazione del magnifico complesso Liberty delle Terme del Corallo che proprio ultimamente è stato protagonista di una spettacolare rappresentazione by night fra musiche, canti corali e luci fantasmagoriche a corollario dell'opera di ripulitura del giardino promossa dai volontari di Reset e dell'Associazione Terme del Corallo onlus.

A lanciare l'idea per una possibile soluzione al problema del sottopasso è stata appunto l'associazione Terme del Corallo presieduta da Silvia Menicagli basandosi su due capisaldi ovvero sul piano delle risorse finanziarie e sul piano tecnico: innanzi tutto va ricordata la recente emanazione del cosiddetto "Bando periferie" che mette sul piatto 500 milioni a livello nazionale per opere di "riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta."

L'altro caposaldo è invece costituito dallo studio preparato dall'ingegner Francesco Andrea Cicora, direttore tecnico della UCS (Underground Crossing System), per la realizzazione del sottopasso che permetterebbe di ridare finalmente la necessaria visibilità al complesso termale: «L'abbattimento del cavalcaferrovia - spiega Silvia Menicagli - ridarebbe respiro all'ingresso principale delle Terme e chiunque volesse investire per la sua riqualificazione sarebbe più invogliato a lavorare su un bene che non è deturpato. Oltretutto il momento è giusto perchè la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è resa conto dell'esigenza di lavorare sulle periferie. Ovvero, mentre nel secolo scorso la sfida era il ricupero dei centri storici, quella attuale è il ricupero delle periferie».

In questa ottica si colloca il provvedimento di cui si parlava in precedenza: «E' un ghiotto bando di concorso - continua - che prevede la devoluzione di 500 milioni di euro su progetti che riguardano il riassetto delle periferie. Per noi è un'occasione da non perdere e chiediamo una risposta urgente della nostra amministrazione perchè possa inserire nell'ambito di questo progetto da presentare, che scade il 30 agosto, oltre alla facciata della stazione e la relativa pavimentazione che già era stato messo in cantiere prima dell'estate per un costo di circa due milioni di euro. Si chiede insomma che ricontestualizzi e riveda il progetto inserendoci anche la possibilità di un sottopasso tale da consentirci di abbattere poi il cavalcaferrovia».

Sul piano pratico lo studio approntato dall'ingegner Cicora si basa su un nuovo tracciato che abbandonerebbe quello del cavalcaferrovia avendo inoltre come caratteristiche salienti il minor disturbo possibile all'attuale viabilità, sia stradale che ferroviaria, ed una ragguardevole riduzione dei costi di realizzazione adottando una particolare metodica costruttiva del sottopasso che consente di mantenere in funzione i binari (il che abbatterebbe gli oneri richiesti dalle Ferrovie in caso di interruzione) ed al contempo non necessita di opere di sostegno provvisorie: il metodo si avvale di un scudo metallico che precede l'avanzamento della struttura prefabbricata in calcestruzzo armato che viene spinta mediante potenti martinetti idraulici (www.gruppo-ucs.it): la velocità di avanzamento è tale da poter sottopassare un binario al giorno (nella stazione di Livorno i binari sono tredici), mentre i resto del tracciato, comprese le rampe di accesso, sarebbe costruito in opera.

«La soluzione che proponiamo - precisa l'ingegner Cicora - è un tracciato che nascendo dalla rotatoria di piazza Dante si distacca dalla via degli Acquedotti scendendo ed attraversando in sotterraneo il parco sino ad imboccare il sottopasso del fascio di binari di stazione. Poi, superata la via Banti, risale per superare il Rio Cigna grazie ad una prima sua tombatura; si dirige poi verso valle costeggiando il complesso delle Due Torri e grazie ad una seconda tombatura supera di nuovo il Rio Cigna per ricongiungersi infine con la via degli Acquedotti».

A corredo dell'opera, una volta eliminato il cavalcaferrovia, si potrà poi eseguire sulla sua proiezione un ulteriore sottopasso destinato al traffico ciclo-pedonale. «Una cura particolare - conclude - dovrà essere dedicata alle opere di inserimento paesaggistico e di finitura, adottando soluzioni di elevato pregio estetico, ovvero superando il concetto di mera utilità, troppo spesso perseguito per questo di tipo di opere. Questo nell'ottica di intenderne la realizzazione come imperdibili occasioni di "arredamento" del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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