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Accoglienza profughi fioccano le petizioni contro i nuovi centri
In corso Mazzini già raccolte 400 firme solo per un sospetto Protesta anche in via Verdi dove arriveranno 25-30 migranti
LIVORNO. La petizione sta facendo il giro di palazzi e negozi, e in pochi giorni ha già raggiunto quota 400 firme. Ma è una petizione “preventiva”, contro un centro profughi che per ora non c’è e che non ci sarà, almeno stando a quanto dicono oggi i proprietari della struttura finita nell’occhio del ciclone. Siamo in corso Mazzini, nell’area dell’ex hotel Corsica, chiuso da anni. I vicini hanno notato alcuni rapidi lavori di sistemazione del giardino e di sostituzione degli infissi dell’ex albergo, e subito hanno pensato che i privati proprietari volessero trasformarlo in un centro di accoglienza profughi, come è già accaduto per molti altri alberghi della città nell’ultimo anno e mezzo.
È partita così la raccolta firme indirizzata alla prefetta. I cittadini, si legge nell’atto, «chiedono che la struttura non venga destinata all’accoglienza profughi e migranti provenienti da paesi extracomunitari al fine di evitare, tra l’altro, la creazione di un vero e proprio ghetto». Questo dopo aver sottolineato di ritenere «il quartiere non idoneo ad accogliere un numero consistente di ospiti», anche per la presenza di «importanti insediamenti scolastici». E dopo aver scritto che semmai ritengono «prioritaria l’eventuale sistemazione di cittadini italiani in difficoltà economico-sociali».
Ma l’ex Corsica sarà trasformato davvero in un centro profughi, come è già avvenuto per altri alberghi in città, vedi il Gran Sasso o l’hotel 4 Mori? I proprietari, contattati dal Tirreno, tornano a dire di no.
Si tratta della famiglia Pastacaldi, che una volta gestiva l’hotel Atleti, ma che non ha niente a che vedere con la società - la Cg srl di Campiglia marittima - che oggi gestisce l’albergo di via dei Pensieri e che in accordo con la proprietà lo sta trasformando in un centro di prima accoglienza. Anche in via dei Pensieri è nata una petizione salita la scorsa settimana a 608 firme, con il comitato di zona che grida alla non idoneità dei locali e chiede alla prefettura di «invalidare la graduatoria» della gara alla quale società e cooperative devono partecipare per gestire i migranti (e accedere ai relativi finanziamenti).
Ma torniamo in corso Mazzini, dove l’hotel vuoto fa sicuramente gola a molti imprenditori. «Non è previsto che l’ex Corsica venga trasformato in un centro di accoglienza, non lo abbiamo mai pensato - risponde Monica Pastacaldi - stiamo facendo dei lavori perché anche gli immobili non abitati vanno ristrutturati, e a questo immobile ci teniamo moltissimo». Ieri abbiamo contattato anche i vertici della prefettura, che si occupa del flusso dei profughi sul territorio, e che ha confermato che al momento «non è stata presentata alcuna manifestazione di interesse per quella struttura».
Diverso è per via Verdi, dove la Misericordia sta attrezzando alcuni locali per ospitare in via di emergenza 25-30 profughi. Anche qui la raccolta firme - inviata nei giorni scorsi in forma anonima anche ai giornali - è già partita. «Non è un centro di accoglienza - spiega il commissario della Misericordia, Domenico Mannino - ma un centro di prima emergenza, come richiesto dalla prefettura in questa fase. Avevamo a disposizione delle stanze e le abbiamo sistemate per accogliere 25-30 persone. Non sono ancora arrivate, stiamo facendo i lavori».
Mannino non entra nel merito della petizione in corso, ma ricorda che «fino a quattro mesi fa in Venezia abbiamo gestito una struttura con 120 persone e nessuno se ne è accorto. Prima di protestare vediamo come stanno le cose, come si gestisce». In ogni modo, conclude, «l’attenzione che si porrà sarà massima, nessuno si deve preoccupare: le persone che arriveranno saranno costantemente accudite, come è giusto che sia, per la sicurezza loro e dei cittadini».
(j.g.)
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