Gioco
Prendono a pugni una donna in auto dopo la lite. Poi fuggono
Quattro ragazze fanno zig zag su due scooter facendosi selfie. Una 53enne col compagno le rimprovera, scoppia il caos
LIVORNO. Fare zig zag in scooter, da Antignano alla Rosa, facendosi selfie e fotografie a vicenda. Protagoniste quattro ragazzine, incuranti dei rischi e del pericolo creato per la strada, per sé e per le altre vetture. Ma c’è di più: una di loro prende a pugni una donna che, in auto col compagno, ha “osato” dire loro di stare attente. La malcapitata, una commerciante di 53 anni, ha il naso fratturato, con una prognosi di 20 giorni, e forse dovrà essere operata.
Un episodio che è successo la notte tra sabato e domenica, alle 00.45, su cui stanno indagando i carabinieri, a cui si è rivolta la vittima. L’aggressione vera e propria è successa al semaforo della Rosa, ai piedi del ponte. Ma il fatto comincia ad Antignano. La 53enne è in auto con il compagno, che è alla guida. Sull’Aurelia ad Antignano i due notato due scooter con quattro ragazze in sella che viaggiano verso il centro, facendo lo slalom, accostandosi fra loro e facendosi fotografie. L’auto dei due livornesi cerca di procedere a distanza, per evitare scontri. L’impressione della coppia a bordo è che le ragazze abbiano esagerato con l’alcol o che, in ogni caso, non siano lucide.
Tra tensioni e preoccupazioni da parte degli automobilisti, il viaggio procede attraverso via Mondolfi. Lì, l’auto dei due riesce ad affiancare le ragazze. E la 53enne, a quel punto, ne approfitta per parlare e far notare loro che guidare così è molto pericoloso non solo per se stesse, ma anche per tutti quelli che si trovano per la strada nello stesso momento. “Ragazze, state attente, così vi fate male”, dice loro la donna, abbassando il finestrino. Poi l’auto va avanti, sempre sull’Aurelia, direzione centro città. E anche le ragazze continuano il percorso sull’Aurelia: il sospetto dei due a bordo della vettura è quello di essere seguiti dalle scooteriste. Una sensazione che diventa più concreta quando i due in auto e le quattro ragazze in scooter arrivano al semaforo della Rosa. La commerciante è al suo posto, col finestrino aperto, quando uno dei due scooter l’affianca, e la passeggera del mezzo a due ruote - senza dire una parola - le sferza un pugno in faccia. La donna, incredula e sconvolta, scende dal mezzo per affrontare la ragazzina. Ma non fa in tempo a mettersi in piedi che l’altra le dà un nuovo colpo, sempre nel mezzo del volto.
A quel punto, interviene l’uomo. Anche lui scende dall’auto, fa il giro e cerca di trattenere la ragazzina, che però è già pronta a sparire, con la “complicità” dell’amica alla guida dello scooter. Tuttavia, quando lui si rende conto che la sua compagna sta perdendo sangue dal naso ed è molto sofferente, molla la ragazzina e si dedica alla donna. L’emorragia al naso, provocata dai colpi, è abbondante: urge un soccorso.
Le ragazzine approfittano di quell’indugio per scappano, mentre i due risalgono in auto e si precipitano all’ospedale. La commerciante continua a sanguinare: il dolore è forte. I medici del pronto soccorso accertano che le ossa del naso sono fratturate: per guarire ci vorranno almeno 20 giorni.
L’indomani, la donna denuncia tutto ai carabinieri della stazione Livorno centro, coordinata dal maresciallo Fernando Motta. I militari si mettono immediatamente sulle tracce delle ragazzine. E per documentare meglio il tutto, cercano e acquisiscono alcune immagini delle telecamere di esercizi pubblici e banche che si trovano nel tragitto percorso dalle ragazzine. Inoltre, fondamentale è la descrizione fornita dai due. L’adolescente che ha sferrato il pugno viene descritta come una ragazzina, molto probabilmente minorenne. Importante è anche la descrizione del mezzo. Pare infatti che un testimone abbia preso la targa. I carabinieri del reparto operativo, coordinato dal colonnello Andrea Guidoni, sono sulle tracce delle responsabili dell’aggressione.
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