Gioco
Morto l’uomo colpito da infarto dopo il bagno al Miramare
Marco Zoncu aveva 47 anni, lavorava in porto e viveva ad Antignano con la moglie e il figlio Si era sentito male sulla spiaggetta sotto il camping, poi ieri notte il suo cuore si è fermato
LIVORNO. Doveva essere una domenica di relax, da passare al mare insieme alla moglie e agli amici di sempre. Doveva essere una giornata tranquilla, tra l’animazione in “spiaggia” e un tuffo. E invece si è trasformata in una tragedia, in un dramma. Marco Zoncu, l’uomo colpito da un arresto cardiaco dopo il bagno in mare al moletto sotto il Camping Miramare, non ce l’ha fatta. Ha lottato per ore, ma alla fine si è arreso. E il suo cuore si è spento nella notte tra domenica e ieri, intorno alle 4,30.
Inutili i tentativi di rianimazione dei bagnini del campeggio, che al moletto hanno cercato di salvarlo attraverso il massaggio cardiaco. Inutile l’intervento dei volontari della Misericordia di Antignano con il medico a bordo dell’ambulanza, che hanno provato a rianimarlo per circa un’ora con l’aiuto di un defibrillatore. Inutile, purtroppo, anche il ricovero in ospedale. Dove, dopo essere arrivato in condizioni gravissime, era stato portato nella shock room. E dove purtroppo il suo cuore ha smesso di battere.
Aveva 47 anni, Marco. Lavorava in una ditta in porto da tantissimo tempo e viveva ad Antignano insieme alla moglie Sandra e al figlio Simone, vent’anni. Una famiglia distrutta dal dolore, da una tragedia improvvisa, da un dramma infinito. Aveva origini sarde, Zoncu, ma era nato a Livorno ed era molto conosciuto in città. Lascia anche la madre, che vive ancora nella casa in cui Marco era cresciuto, al Cisternone: proprio lì, alla chiesa di Sant’Andrea, oggi alle 16 si terranno i suoi funerali. E lascia anche due fratelli maggiori, entrambi carabinieri - uno in servizio in Liguria e l’altro in Sardegna - come il padre, maresciallo proprio a Livorno e scomparso verso la fine degli anni ’80. Una famiglia nata e cresciuta nell’Arma, ma Marco aveva scelto un’altra strada. Aveva scelto il porto, il mare. E un destino infame gli ha strappato la vita, gli ha strappato il sorriso proprio dopo un tuffo.
Marco Zoncu era conosciuto anche nel mondo dello sport, sia nell’ambiente del basket che in quello del calcio. Da ragazzo, quando la pallacanestro era la sua grande passione e in città non si parlava di altro, giocava nel vivaio della Libertas. Il figlio Simone, innamorato del pallone, è invece cresciuto ed è ancora nell’attuale Pro Livorno Sorgenti, ambiente familiare che Marco frequentava da anni per seguirlo. «Era amato da tutti, era sempre allegro e il sorriso non gli mancava mai», il ricordo degli amici, che non dimenticheranno mai «la sua voglia di scherzare su tutto». E che oggi lo saluteranno per l’ultima volta.
Fatale, insomma, l’infarto di domenica mattina, dopo l’animazione al moletto e il bagno in mare sotto il campeggio. Appena uscito dall’acqua, infatti, Marco si è messo a sedere su un lettino sotto l’ombrellone e si è sentito male. Tutto tra la disperazione della moglie e degli amici, che erano al mare insieme a lui. Poi i soccorsi, le lacrime e la corsa verso l’ospedale. Dove purtroppo il suo cuore si è fermato.
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