Sicurezza
Falsa partenza per i nuovi pass
Ingresso libero e uffici chiusi per l’assemblea. Stamani il primo vero test
LIVORNO. Falsa partenza, ieri mattina, per le nuove regole di accesso al Palazzo comunale. In municipio, per la verità, alle 9 era tutto pronto: nuova cartellonistica, nuovi pass, guardiola per consegnare i documenti di identità. Ma con l’assemblea del personale che era già stata convocata venerdì scorso e che ieri si è accesa dalle 9 alle 13, molti uffici (guardiola compresa) sono rimasti chiusi, e il primo test sarà di fatto rimandato a oggi.
Si può così dire che il via a quelle regole che hanno acceso il dibattito, e che continuano a far discutere, è partito in un clima un po’ surreale. Molti hanno raggiunto l’atrio del municipio, passando da piazza Civica 1, e si sono fermati davanti al cartello sistemato tra l’Urp (dove l’accesso resta libero) e la guardiola del commesso, dove chi vuole raggiungere gli uffici deve lasciare un documento e ritirare il pass.
Nei giorni di chiusura al pubblico degli uffici, lo ricordiamo, per entrare non basterà lasciare un documento, ma si dovrà dimostrare di avere un appuntamento.
Ieri sia alla porta dell’Urp che alla guardiola sono stati affissi i necessari cartelli che indicavano l’assemblea (“Ufficio chiuso per assemblea sindacale dalle 9 alle 13”), quindi in mattinata l’ingresso è rimasto libero, ma con i nuovi cartelli. Con qualche momento di disorientamento per gli utenti arrivati nel frattempo e indirizzati dai vigili urbani.
Non sono mancate le polemiche dei capigruppo delle diverse forze politiche (nella pagina a fianco gli interventi). Mentre Filippo Nogarin ha scelto la sua pagina Fbper ribadire che su questa decisione l’amministrazione pentastellata non tornerà indietro. Anzi, secondo il sindaco sul caso «si è scatenato un dibattito assurdo e in certi casi pretestuoso», dove non c’entra - a suo dire - la «trasparenza», ma «la sicurezza delle persone». «In questi due anni - ha scritto - ho visto scene che non pensavo potessero accadere in un Comune: aggressioni, consigli comunali trasformati in curve da stadio, minacce ai consiglieri, furti e danneggiamenti. Sarà colpa del clima di tensione generato dall'emergenza occupazionale o da quella abitativa. Fatto sta che non ho più intenzione di accettare questo stato di cose. Quindi vado avanti. Nessun attentato alla trasparenza. Quella - sono le sue parole - è garantita dallo streaming del consiglio comunale, delle commissioni e presto delle conferenze stampa dopo giunta».
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