Il Tirreno

Livorno

Ercolini: «Una linea dell’inceritore si può spegnere col porta a porta»

di Rosanna Harper

Il guru dei rifiuti zero rilancia la riduzione dei rifiuti da bruciare nello stabilimento del Picchianti «Nogarin può mantenere i conti in equilibrio non tradendo quanto detto in campagna elettorale»

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LIVORNO. Partire dall'estensione del porta a porta sul tutto il territorio livornese, così come indicato nel piano industriale di Aamps presentato dal cda, puntando a una raccolta differenziata "selettiva", che miri alla qualità e non solo alla quantità merceologica dei materiali selezionati dai cittadini. È questa la proposta che arriva da Rossano Ercolini, presidente dell'associazione Zero Waste Europe, durante un incontro che si è svolto nella sede di Emporio Solidale, dell'associazione Livorno per Tutti, al quale hanno partecipato numerose persone, diverse associazioni, e alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione.

Obiettivo della proposta è arrivare alla dismissione di una linea dell'inceneritore del Picchianti: una dismissione graduale, spiega Ercolini, fatta per tappe, dotando Livorno di buone pratiche (anche se il cda di Aamps aveva evidenziato recentemente, proprio presentando il piano industriale, che spegnere una sola linea, per la conformazione dell’inceneritore, non è di fatto possibile, ndr).

«Nogarin - spiega Ercolini - può mantenere la bussola, magari allungando i tempi, ma ribadendo le posizioni espresse dall'inizio, in campagna elettorale: la dismissione dell'inceneritore del Picchianti».

«Un'amministrazione che ha a cuore la salute dei cittadini - aggiunge Ercolini - deve dare segnali, fare qualcosa, avere dei piani: si parla di 15 milioni di euro di finanziamenti per il solo Ato costa nell'ambito della promozione di forme di economia circolare, su cui Pisa avrebbe presentato già dei progetti. Non c'è più tempo da perdere».

La raccolta differenziata di qualità selettiva proposta da Zero Waste Italy, prevede, spiega Ercolini, una raccolta monomateriale senza spreco, attraverso la separazione, ad esempio, del cartone - per quanto riguarda il materiale cartaceo - dalla carta grafica e dalle riviste, pratica che, secondo Ercolini, potrebbe essere favorita dalla vicinanza alle cartiere di Lucca.

Non solo: attraverso il digestore anaerobico, che, spiega Ercolini, produce meno compost e più materiale biogas, è possibile produrre energia elettrica a remunerazione incentivata. Pratiche che, secondo le valutazioni fatte dall'associazione, porterebbero a una remunerazione di circa il 10% dei bilanci aziendali, e che, tradotto nel caso livornese, ammonterebbe a circa 5 milioni di euro.

«Il porta a porta dovrebbe raggiungere, secondo il piano industriale, il 78% di estensione - aggiunge Ercolini - dalla metà del 2017 sul territorio: partire da lì, per arrivare alla dismissione di una linea dell'inceneritore, magari spostando 20 persone che lavorano al suo interno, alla raccolta porta a porta e alle isole ecologiche». «Occorre costituire - continua Ercolini - un tavolo partecipativo, aprendo un confronto con sindacati, associazioni e cittadinanza, favorendo l'attivismo: è una partita che giochiamo tutti, dobbiamo pensare ai prossimi 30 anni». Presente con Ercolini, al tavolo degli interventi, l'ex consigliere Andrea Romano.

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